Colpo al Giardino Caponnetto, la rabbia della Fondazione: "Firenze non merita questo"

Furto al chiosco. La denuncia: "Fuochi di notte e spaccio"

Il chiosco al centro del furto

Il chiosco al centro del furto

Firenze, 7 febbraio 2024 - Quando come ogni mattina è arrivata sul posto di lavoro quasi non credeva ai suoi occhi: qualcuno nella notte si è intrufolato nel suo locale. Secondo quanto ricostruito, poco dopo le 5 di martedì, ignoti dopo aver forzato il bandone si sono introdotti nel chiosco che si trova all'interno del Giardino Caponnetto sul lungarno del Tempio. Una volta dento, hanno arraffato il fondocassa e sono scappati facendo perdere le proprie tracce.

"La sera prima avevo lasciato i soldi per pagare i fornitori, di solito non lascio nulla. Non ci voleva proprio" dice Maria Grazia Pulzella che dal 97 gestisce il chiosco che è un punto di ritrovo per molti fiorentini oltre che un presidio per il territorio, soprattutto in inverno. "Ho sporto denuncia proprio oggi – racconta la titolare – ma purtroppo c'era da aspettarselo. Qui non gira bella gente, ci sono un sacco di personaggi strani". Maria Grazia, nonostante in alcune giornate a conti fatti le converrebbe più rimanere chiusa che aperta, cerca di tenere alzato il suo bandone per offrire un servizio.

"In inverno ci siamo solo noi, cerchiamo di tenere le luci accese perché altrimenti qui diventerebbe terra di nessuno". Sono diversi, infatti, gli abitanti che puntano il dito sullo spaccio che si è impossessato dei giardini. "L'altra notte – racconta Mario Casini -, hanno acceso addirittura il fuoco per scaldarsi, proprio all'interno del giardino". Dopo il furto all'interno della pizzeria Bianca ZeroZero di via Sarpi, gli abitanti tornano a fare cerchio: "Sul lungarno dormono ed è tornato lo spaccio. Tante mamme non portano più lì i loro bambini a giocare. Controlli? Di notte pochi" dice Alessio Gallori del comitato via Gioberti. Secondo quanto raccontato, i pusher farebbero la spola tra piazza Oberdan e il lungarno. "Al giardino Caponnetto - non usa mezzi termini Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Caponnetto -, dopo un periodo in cui sembrava andare meglio, la situazione è di nuovo peggiorata e non è assolutamente tollerabile. Da settimane sotto il ponticino che si trova proprio nel cuore del giardino pusher e tossici stazionano e bivaccano. La città non merita questo come non lo merita la memoria del giudice Antonino Caponnetto. Bisogna intervenire velocemente".

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