24 marzo, ottanta anni fa le Fosse Ardeatine: 10 italiani uccisi per ogni tedesco

Cosa accadde e perchè: l’eccidio maturò per vendicare 33 militari tedeschi morti nell’attentato partigiano di Via Rasella

Il presidente Mattarella alle Fosse Ardeatine (foto Ansa)

Il presidente Mattarella alle Fosse Ardeatine (foto Ansa)

Firenze, 23 marzo 2024 - Il 24 marzo del 1944, Roma fu teatro di uno dei più feroci massacri della seconda guerra mondiale, una strage di civili inermi presso le Fosse Ardeatine. Quell’eccidio è stata una delle pagine più tragiche della storia del nostro Paese, un orrendo massacro che ha lasciato un segno profondo nella memoria collettiva. Ma cosa accadde quel giorno, e perché?

L’attentato partigiano di via Rasella era avvenuto il giorno prima, il 23 marzo. A via Rasella era stata fatta esplodere una carica di tritolo, nascosta in un carretto da netturbino. I morti furono 32 e i feriti 55, e tra le vittime anche un ragazzino di 12 anni, e un altro civile romano. Il comandante della piazza di Roma, generale Kurft Malzer, in quello scenario agghiacciante di sangue e urla aveva minacciato di radere al suolo l’intero quartiere e fucilare tutti i residenti. Quel gesto della Resistenza innescò la rabbia nazista. Hitler pretese la fucilazione di 1.650 ostaggi, che però non c’erano.

Il comando tedesco ordinò allora la fucilazione di 10 italiani per ogni tedesco ucciso. Trecentotrentacinque persone inermi furono trasportate alle Fosse Ardeatine dai tedeschi, anche avvalendosi dell'assistenza delle forze di polizia fasciste, per essere trucidate con un colpo di pistola alla nuca. Il disegno criminale dell’eccidio delle Fosse Ardeatine è poi comprovato dal fatto, storicamente accertato, che le autorità tedesche non affissero alcun bando militare di intimazione a consegnarsi a pena di rappresaglia nella consueta proporzione di dieci italiani per un tedesco. Non ce ne sarebbe stato neppure il tempo: tutto il dramma si consumò tra le ore 15 del 23 marzo e le 19.30 del 24.

Alle Fosse Ardeatine, come dichiarerà il medico legale professor Attilio Ascarelli alle Autorità alleate e in un’udienza del processo del 1948, i carnefici delle SS lasciarono «nello sfondo di due gallerie (…) due enormi cumuli di cadaveri che occupavano uno spazio di circa 5 metri di lunghezza e 3 di altezza e 1,50 di altezza. Le salme non apparivano distinte ma ammucchiate, sovrapposte, strettamente adese, del tutto irriconoscibili». A tutt’oggi due vittime sono senza nome e di cinque è stato impossibile riconoscere i resti. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha partecipato, insieme alle altre cariche dello Stato, alla cerimonia commemorativa dell'ottantesimo anniversario dell'eccidio delle Fosse Ardeatine, che ha visto la deposizione di una corona sulla lapide che ricorda i caduti di quel drammatico 24 marzo 1944.

Nasce oggi

Luigi Einaudi nato il 24 marzo del 1874 a Carrù. La candidatura del vecchio e autorevole senatore liberale sembrò a De Gasperi l’unica in grado di ricompattare la Dc e la maggioranza. Alle quattro di notte fu proprio Andreotti a comunicare a Einaudi che sarà il nuovo candidato al Colle. “Per me va bene. Però c'era un grave inconveniente. Sono zoppo: come farò a passare in rassegna le truppe durante le parate?” chiese il senatore. “Non si preoccupi , potrà farlo in automobile”, fu la risposta del giovane politico romano. E così l’11 maggio del 1948, dopo un terzo scrutinio andato a vuoto, con 518 voti su 883, lo stimatissimo economista piemontese, antifascista storico ma monarchico convinto (almeno fino al referendum costituzionale), divenne il primo presidente eletto della neonata Repubblica Italiana. Ha detto: “Il solo fondamento della verità è la possibilità di negarla”.

Maurizio Costanzo 

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