SIMONE CIONI
Sport

Il raduno alle Botteghe a Fucecchio. "Quelli che guidano la storia». Rombano i motori... d’altri tempi

Circa 200 auto e 70 moto da tutta la Toscana sono attese a Le Botteghe di Fucecchio per l’undicesimo raduno...

Un’immagine di un precedente raduno

Un’immagine di un precedente raduno

Circa 200 auto e 70 moto da tutta la Toscana sono attese a Le Botteghe di Fucecchio per l’undicesimo raduno di auto e moto d’epoca "Quelli che guidano la storia", promosso da Movimento Shalom, Contrada Botteghe, Circolo Arci Le Botteghe e chiesa Madonna di Lourdes. L’appuntamento è per sabato prossimo alle 14.30 con l’esposizione dei veicoli per poi proseguire alle 17.30 col giro panoramico sulle colline fucecchiesi. Alle 19 i mezzi si fermeranno per una sosta presso il lago I Salici, mentre alle 20 si terrà la tradizionale cena con premiazioni al Circolo Arci Le Botteghe. Ad accompagnare la serata, alcune modelle che sfileranno in vestiti d’epoca tra alcune delle moto e auto più iconiche che hanno caratterizzato la storia delle due e quattro ruote dagli anni Trenta agli anni Ottanta, sulle note delle canzoni più celebri dei vari decenni. Oltre al blasonato Club Ruote Classiche di Toscana, sarà presente anche l’Accademia Italiana Antichi Motori Firenze, che consentirà agli appassionati di approfondire la conoscenza tecnica del motore attraverso uno spazio espositivo dedicato a cinque rari modelli di motociclette risalenti agli anni Venti e Trenta. "Come ogni anno, il successo della manifestazione è reso possibile grazie al lavoro di squadra di un imponente numero di volontari, che con fortissimo spirito di appartenenza offrono il loro prezioso e indispensabile contributo in ogni fase dell’evento – affermano Marcello Bonistalli e Claudio Gavazzi, due dei promotori della manifestazione –. Da sottolineare, ovviamente, il fondamentale sostegno del Movimento Shalom con il quale il raduno collabora e condivide valori come la solidarietà e la beneficenza. Un ringraziamento particolare va quindi a Don Andrea Pio Cristiani, figlio dell’inventore della prima auto elettrica italiana, l’Urbanina, che più volte in passato ci ha onorato della sua presenza".

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