Operato all’occhio, ora ha danni permanenti. Scatta il risarcimento da quasi 70mila euro

Un uomo di oltre 65 anni si era sottoposto a un intervento al San Giuseppe di Empoli. Dopo l’operazione una brutta infezione gli ha causato grossi problemi. A due anni di distanza la vicenda si è chiusa con il pagamento da parte dell’Asl

Empoli, 20 marzo 2024 - Si era sottoposto a un intervento oculistico sperando di risolvere il suo problema. Ma durante l’operazione qualcosa deve essere andata storta e invece di migliorare, le sue condizioni di salute sono decisamente peggiorate tanto che adesso è costretto a convivere con un’invalidità permanente. A subire questa brutta disavventura in ambito sanitario è un uomo di oltre 65 anni operato all’ospedale San Giuseppe di Empoli.

Dopo l’intervento, a quanto appreso, il paziente è stato sottoposto ad una serie di cure per il trattamento di un quadro di endoftalmite settica, cioè di un’infezione all’interno dell’occhio. Data l’inabilità temporanea causata dalle conseguenze dell’intervento e l’invalidità permanente che adesso si porta addosso, la vittima ha chiesto il risarcimento dei danni. L’istanza è del luglio 2022. A distanza di quasi due anni, la controversia è arrivata a conclusione. L’Asl Toscana Centro dovrà corrispondere al paziente complessivamente 68mila euro. "La somma liquidata – spiega la stessa azienda sanitaria – comprende il danno da invalidità permanente e quello da inabilità temporanea, valorizzato sulla base delle vigenti tabelle dell’Osservatorio della Giustizia civile del Tribunale di Milano, comprensivo delle spese mediche e delle spese legali".

Non è certo la prima volta che l’Asl si trova costretta a rimborsare dei pazienti per degli errori. Poco più di un mese fa l’azienda sanitaria si è impegnata a sborsare 16mila euro ad un paziente affetto dalla problematica del dito a scatto, una forma di tendinite molto frequente, che interessa i tendini flessori delle dita, quelli che determinano la chiusura della mano. L’uomo per risolvere il suo disagio, nel 2022 si era sottoposto ad un intervento chirurgico in una struttura pubblica del territorio. Ma dopo l’operazione e nonostante la riabilitazione, il suo dito non migliorava. Al contrario, erano insorte altre complicazioni che aggravavano il malessere. I sanitari avevo quindi valutato la necessità di intervenire di nuovo. L’uomo si è operato per la seconda volta. L’esito, questa volta, è stato soddisfacente.

Tuttavia i danni causati durante la prima operazione restavano e il paziente ha ritenuto di far valere le proprie ragioni. Alla fine ha ottenuto un risarcimento pari a 16mila euro. Lo scorso mese di dicembre si è chiusa un’altra controversia. Stavolta a chiedere il ristoro sono stati il marito e i figli di una donna di 68 anni, che era deceduta a pochi giorni dalle dimissioni dal Dipartimento emergenza urgenza del San Giuseppe. Una dolorosa vicenda che si è chiusa dopo tre anni e mezzo (la richiesta danni da parte dei familiari della 68enne è del maggio 2020 ) a seguito della quale marito e figli hanno ricevuto 330.000 euro "a saldo, stralcio e totale soddisfazione di ogni pretesa delle parti".

E ancora nell’aprile di un anno fa l’Asl si era impegnata a pagare quasi novecentomila euro di risarcimento per la morte di un’altra donna che di anni ne aveva 77. I suoi familiari hanno ottenuto 880mila euro di rimborso. Da quanto ricostruito la paziente era stata operata a un ginocchio. L’intervento tecnicamente era andato bene, ma successivamente si era sviluppata un’infezione da stafilococco, partita da un’altra parte del suo corpo. In attesa di essere di nuovo sottoposta all’intervento la 77enne era d eceduta per uno shock settico.