Empoli, 14 ottobre 2021 - "Ok ai teli impermeabili, ma l’obiettivo deve essere la bonifica definitiva dell’area". Lo ribadiscono forte e chiaro i cittadini di Sant’Andrea che, da quando hanno scoperto di vivere a due passi da una strada costruita su cumuli di veleni, non dormono più sonni tranquilli. Le famiglie di via Piangrande, però, dovranno continuare a convivere ancora un po’ con il keu presente nel rilevato della rampa nord della nuova 429, nei pressi della rotatoria di Brusciana. Il primo passo che la Regione ha annunciato è la messa in sicurezza della zona, in attesa degli accertamenti amministrativi e giudiziari per l’individuazione del responsabile della contaminazione. Le indagini della Dda di Firenze hanno fatto emergere un sistema di smaltimento criminoso degli scarti delle concerie di Santa Croce dove risultano coinvolti imprenditori legati alla ‘ndrangheta, politici e dirigenti regionali. L’inchiesta è articolata e accertare le responsabilità e i ruoli di tutti gli attori non sarà un lavoro semplice.

"Si va avanti a piccoli passi. Da aprile a oggi forse si poteva aver fatto di più", sottolinea Dario Mandriani che, tuttavia, cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno. L’altra questione, ovvero l’allaccio all’acquedotto comunale, su cui i cittadini che si approvvigionano dai pozzi privati, chiedono di accelerare i tempi, sembra aver imboccato l’iter giusto. "Ci solleva la notizia che la Regione abbia ceduto la strada secondaria di Piangrande al comune di Empoli e autorizzato al sotto attraversamento della 429 per la realizzazione dell’acquedotto – dice Mandriani – Così adesso abbiamo un interlocutore vicino, diretto, a cui poterci rivolgere. La Regione è un ente lontano, con cui è difficile dialogare. Comune e Acque adesso, però, non hanno più scuse e noi li solleciteremo perché l’opera venga realizzata velocemente".

Se sulla messa in sicurezza la Regione ha fornito piano e cronoprogramma, più vaga è stata sui tempi e la modalità della bonifica definitiva. "Ci piacerebbe sapere quando e come – riprende Mandriani – Sappiamo che i tempi sono lunghi, ma d’altra parte non ci siamo certo messi noi in questa situazione".

Anche Vania Micheli, vicina di casa della famiglia Mandriani, chiede di non perdere tempo e non la convince del tutto l’intervento di messa in sicurezza con teli in pvc allo scopo di impedire la percolazione all’interno del rilevato delle acque piovane che potrebbero trasportare il cromo presente altrove. "Non mi pare una soluzione duratura e poi andrebbe tenuto d’occhio anche l’asfalto della strada: se si creano delle crepe l’acqua piovana potrebbe filtrare anche da lì. Nel frattempo - conclude - continuiamo a vivere con questi veleni davanti casa: tutte le volte che ci penso mi sento male".