Pronti a ogni evenienza. Ok l'esercitazione anti terremoto / FOTO e VIDEO

Mobilitate decine di volontari del soccorso

Esercitazione antiterremoto (foto Gianni Nucci/Germogli)
Esercitazione antiterremoto (foto Gianni Nucci/Germogli)

Empoli, 14 giugno 2016 - Telefoni che squillano. Segnalazioni confuse. Parlano di una situazione grave. Una nube di fumo «in FiPiLi», anzi no, «verso San Miniato». Notizie da accertare, soccorsi da attivare, ordinati. Mentre anche nel Pistoiese succede qualcosa di grave. E’ emergenza su due fronti e tre province, Firenze, Pisa e Pistoia. Un’emergenza che la centrale operativa del 118 Empoli Pistoia deve gestire. Senza esitazioni, il personale tiene testa a tutto. La prima richiesta di soccorso alle 10.37. L’arrivo della prima automedica a Casa Bonello, San Miniato, luogo di un crollo strutturale dovuto a una scossa di terremoto, è alle 11.02. Scatta il sistema di triage ‘alzatevi e camminate’, metodo diretto per capire chi è grave e chi no: 21 feriti, anche bambini, non si muovono. Oltre 10 è maxiemergenza: scatta la comunicazione alla centrale operativa, segue l’attivazione della colonna dei soccorsi da Empoli. Gli operatori optano per il via libera indipendente dei veicoli, nessun rendez vous. Sul posto ambulanze, mezzi logistici, pulmini e fuoristrada.

Viene allestito il posto medico avanzato, ospedale sul campo da 10 posti letto. I feriti vengono stabilizzati e trasferiti al pronto soccorso, allertato. Otto sono in codice rosso. I traumi maggiori vengono trasportati con il Pegaso al Cto di Firenze. E’ una corsa contro il tempo, fino alle 13.40 con la maxiemergenza dichiarata conclusa. E volontari e personale del 118 possono tirare il fiato, dopo una simulazione che li ha visti impegnati senza sosta «con passione e preparazione», commenta con orgoglio Alessio Lubrani, direttore del 118 Empoli e vice della centrale operativa. Era a San Miniato da osservatore, mentre a Pistoia era presente il direttore della struttura Piero Paolini. «Si è trattato di un test più per le nuove procedure di centrale operativa che per il personale sul campo – spiega Lubrani – Abbiamo scelto di farlo in un momento da bollino nero, il lunedì mattina affollato di servizi ordinari per Anpas, Misericordia e Cri, le anime del protocollo maxiemergenze.

Da qui la decisione di coinvolgere poche ambulanze per non ostacolare i veri servizi. Con l’ospedale allestito nei locali Vab vicini a Casa Bonello e Pegaso intervenuto virtualmente». Venendo alle prime valutazioni, «le procedure sono state rispettate in modo efficace – commenta – E abbiamo avuto spunti di riflessione. Quali? Ad esempio sull’uso della strumentazione radio da intensificare per maturare maggiore confidenza». In caso di terremoto, le celle telefoniche sono le prime a saltare.