Esempi di impegno e solidarietà. Il Sant’Andrea d’oro si sdoppia per don Guido e lo scoutismo

Comunità in festa per la consegna dei riconoscimenti. I giovani scout: "Il lavoro di squadra è tutto". Il proposto della Collegiata: "Questo premio lo dedico agli empolesi, senza di voi non avrei fatto niente" .

Esempi di impegno e solidarietà. Il Sant’Andrea d’oro si sdoppia per don Guido e lo scoutismo
Esempi di impegno e solidarietà. Il Sant’Andrea d’oro si sdoppia per don Guido e lo scoutismo

Edizione 2023, il premio si sdoppia. Il filo, quello della solidarietà e dell’amore gratuito verso il prossimo. Da una parte don Guido Engels, dall’altra lo scoutismo empolese. Nel giorno del Patrono della città, in una sala da tutto esaurito - quella del teatro Il Momento - si sono svolte le premiazioni del Sant’Andrea d’Oro, il riconoscimento che ogni anno il sindaco consegna a coloro che hanno dato il loro prezioso contributo nel campo della cultura, delle arti, del lavoro, della politica, dello sport e della solidarietà. L’anno scorso a ritirare il premio fu l’associazione Safari Njema. Stavolta il grazie si moltiplica per due. Due strade di vita di grandi valori umani, 50 anni di sacerdozio per il proposto della Collegiata e 100 anni di attività per i tre gruppi Agesci di Empoli.

Attivismo e fervore tramandato da generazioni diverse. La parola a Lupetti e Coccinelle del Gruppo Empoli 1. Leonardo, 11 anni, sul palco è emozionato. "Mi diverto giocando con gli altri, agli Scout, imparo a conoscerli". "Mi piace la libertà di esprimere la mia opinione - aggiunge la piccola Petra - Tutti ci ascoltano e si migliora insieme". Nel gruppetto di Esploratori e Guide di Empoli 2, Lorenzo, Mia e gli altri raccontano al pubblico la bellezza di "sorridere e cantare anche nelle difficoltà. Il lavoro di squadra è tutto - dicono i giovani - Se non si collabora, non si sopravvive".

"L’esperienza con gli Scout ci insegna a impegnarci nel sociale - aggiungono da Empoli 3 - Siamo tutti fratelli". Un video ripercorre la storia del sacerdozio di don Engels: 40 anni trascorsi a Empoli, 14 da Proposto. "Questo premio lo dedico agli empolesi, non avrei potuto fare quello che ho fatto senza di voi. Dio? E’ venuto lui a trovarmi, io avevo altri progetti - si racconta don Guido - Mi piaceva la matematica, la statistica. Ma è stato meglio fare il prete". Un’azione rivoluzionaria, la sua, con l’impegno di cambiare la società. "Non sogno, è rischioso farlo. Ma la chiesa che vorrei, è una chiesa fatta di persone, di gruppi, di associazioni unite. La fede è una grande risorsa". "E’ una serata di festa, una festa di comunità. Premiamo chi si impegna per gli altri",dice il sindaco Brenda Barnini che poi rivolge un pensiero a don Guido. "Il mio primo Sant’Andrea fu a don Renzo Fanfani - conclude - L’ultimo, a don Guido, nel segno della circolarità. Sono stati 10 anni di condivisione, densi confronto sui bisogni della città".

Ylenia Cecchetti