Avete mai provato ad ascoltare il suono delle piazze, dei mercati, delle fermate di autobus e tramvie? Apprezzare, imparare a conoscere ed entrare nel ‘sound’ dei luoghi che attraversiamo e che potrebbe essere alla base di una nuova forma di antirazzismo, al passo con il mondo post-Covid19. La varietà linguistica attuale, insieme alla conoscenza storica e culturale dei luoghi che viviamo, possono educare le giovani generazioni al pensiero interculturale e all’antirazzismo. E’ la tesi dell’ultimo libro di Mariangela Giusti (nella foto), empolese, docente di pedagogia interculturale all’Università di Milano Bicocca, appena uscito per Tab Edizioni e intitolato "L’identità dei luoghi. Per un’educazione interculturale e antirazzista".

Il testo nasce a conclusione di un percorso di ricerca ed è rivolto in prima battuta a formatori, docenti, insegnanti ed educatori che hanno a che fare con le giovani generazioni. "Proporre agli studenti un’educazione improntata all’intercultura e all’antirazzismo significa essere in grado di utilizzare tutte le occasioni, durante le ore di lezione in classe e nei momenti delle uscite didattiche e dell’extrascuola, per abituarli a porre attenzione alle esistenze delle persone".

I. P.© RIPRODUZIONE RISERVATA