Come aiutare i nonni: "Più tutele e assistenza. L’incubo solitudine? si batte col cohousing"

Batistini, segretario provinciale del sindacato incalza le istituzioni "Servono anche più ore di servizi domiciliari: così sono insufficienti. Il nostro sistema di welfare è fragile rispetto a questi nuovi bisogni" . .

Come aiutare i nonni: "Più tutele e assistenza. L’incubo solitudine? si batte col cohousing"
Come aiutare i nonni: "Più tutele e assistenza. L’incubo solitudine? si batte col cohousing"

Mario Batistini, segretario generale Spi Cgil Firenze, come stanno gli anziani empolesi?

"In linea con quelli del territorio della Società della salute Empolese Valdelsa Valdarno. È una generazione che gode ancora dell’effetto trascinamento di un periodo durato 30-40 anni dove il lavoro era prevalentemente stabile e le condizioni socio economiche hanno prodotto una ricchezza diffusa. Questo ha dato la possibilità di condurre un buon stile di vita e ha consentito a molti di avere una casa di proprietà. Ciò ha prodotto pensioni dignitose. È quindi una generazione che ha una certa solidità che gli permette di aiutare anche i figli, ma che tuttavia vive una forte incertezza per il proprio futuro".

In che senso?

"La vita media, per fortuna, si è allungata, ma di conseguenza sono cresciuti i bisogni di salute e di assistenza. Il timore è proprio quello di non riuscire più ad essere autosufficienti. Questo determina ansia. Il nostro sistema di welfare è abbastanza fragile rispetto a questi nuovi bisogni. A questo si unisce poi la preoccupazione per il fatto che i lavori di figli e nipoti sono sempre più discontinui e precari e la rete familiare diventa sempre più fragile. L’anziano rischia di essere più solo".

Ci sono differenze tra donne e uomini?

"Le donne hanno quasi sempre pensioni più basse perché hanno svolto lavori pagati di meno o hanno iniziato più tardi a lavorare o hanno fatto le casalinghe".

Anziani e solitudine: che fare?

"È un tema specifico, perché sono tanti e cresceranno in futuro. L’anziano solo ha problematiche maggiori. La gestione economica è più pesante: anche la casa di proprietà ha un costo maggiore. E poi la solitudine acuisce alcuni bisogni, li aumenta".

Soluzioni, proposte?

"Molti si rendono conto che fanno fatica ad andare avanti da soli e quindi c’è bisogno di riflettere anche su nuove forme dell’abitare, come il cohousing , che non è una Rsa, che è comunque un risposta importante soprattutto per la persona non più autosufficiente. Il cohousing è un luogo in cui possono vivere insieme diversi anziani e farsi compagnia, anche con il supporto di sistemi salvavita e di sorveglianza a distanza. Il fenomeno è tipico del Nord Europa, ma si sta affermando anche in Italia. Dall’altra parte bisogna anche aumentare le risposte di assistenza domiciliare: le ore messe a disposizione dal sistema sanitario sono poche per il numero di persone in continua crescita".

Le occasioni di socializzazione sono sufficienti?

"Ce ne sono diverse, ma spesso sono occasionali; invece bisognerebbe offrirle con cadenza regolare, quasi quotidiana".

Lo Spi quali servizi offre?

"Tuteliamo gli anziani al livello collettivo e individuale. Per esempio li aiutiamo nel controllo delle pensioni. I nostri sportelli sono riusciti a recuperare anche molti soldi: dagli assegni familiari dovuti e mai riscossi allo sventare potenziali truffe. Abbiamo aperto sportelli Spina per la non autosufficienza. A questi si rivolgono i figli per i loro genitori anziani. Inoltre facciamo tante iniziative che riguardano le discussioni sui temi importanti con esperti sia professionali che politici: il dibattito pubblico è importante. E poi abbiamo tutte le attività ricreative, i momenti di incontri. Ma molto ancora c’è da fare perché citando monsignor Vincenzo Paglia “Quella degli anziani è un’età da inventare”".

Irene Puccioni