
Il presidio dei manifestanti
EMPOLI
Il giorno è arrivato. Ieri, come annunciato, è partito il cantiere per l’installazione della prima delle due antenne della telefonia mobile in via Val Pusteria. Durante la mattinata è stata rimossa da parte della polizia municipale anche l’auto che da circa un paio di anni sostava davanti all’area del cantiere. Durante le operazioni non sono mancate frizioni tra alcuni membri dei vari comitati ’no antenne’ e il sindaco Alessio Mantellassi. Una ventina di persone appartenenti ai comitati di via Pusteria, di Borgo e dei comitati stop 5G Empoli si sono presentati di buonora sul posto per fare un "presidio di vigilanza – ha spiegato Tiberio Tanzini, portavoce del comitato di Borgo e del coordinamento stop 5G Empoli – Prendiamo atto che i lavori sono ormai partiti, ma monitoreremo il cantiere convinti che l’amministrazione comunale avrebbe potuto fare molto di più per evitare questo tipo di installazione. Anche a livello di Anci, regionale e nazionale, non ci si è mai battuti per il ritorno ai limiti cautelativi stabiliti prima del 2012 rispetto all’esposizione alle onde elettromagnetiche". Da par suo, il sindaco, sostiene di non aver trascurato alcun passaggio. "Questa mattina (ieri, ndr) sono stato con i cittadini di via Val Pusteria, è un momento sicuramente non facile anche per la preoccupazione che comprendo. Abbiamo più volte incontrato il comitato, sin dal venerdì successivo alla mia elezione, poi ci siamo sentiti più volte. Come Comune abbiamo fatto alcuni dei passi che potevamo fare. Abbiamo valutato tutto ciò che potevamo fare anche per modificare in corso d’opera il sito in questione e abbiamo avuto un’interlocuzione con l’azienda, che però non ha dato la disponibilità di valutare proposte alternative. Gli atti amministrativi presentati dall’azienda e che abbiamo visto sono del tutto corretti, quindi l’amministrazione non ha potuto fare interventi diversi. Avevamo proposto un sito più distante da quell’abitato, in un’area che ci sembrava più coerente – prosegue Mantellassi –. Non ci siamo riusciti, perché non avevamo strumenti coercitivi ma solo di dialogo. Noi proseguiamo con atti come la delibera in Consiglio comunale che ci vede contrari alla deregulation in materia di installazione di antenne. Abbiamo aumentato la trasparenza su questo settore rendendo pubblici tutti gli atti amministrativi nella parte del sito del Comune chiamata Antenna Trasparente. Organizzeremo anche un convegno di sensibilizzazione e abbiamo un’antenna che si sposta ogni 6 mesi per monitorare l’inquinamento elettromagnetico. La normativa però ha limitato tantissimo il potere di intervento delle amministrazioni. Ci resta il Piano Antenne che vogliamo migliorare, finché il legislatore nazionale non deciderà di toglierlo perché questo è uno degli indirizzi in discussione nel Parlamento".
i.p.