Orsanmichele: dopo 400 giorni rinasce il complesso storico a Firenze

L'intervento finanziato dal Ministero della Cultura e realizzato dagli studi Map e Natalini Architetti restituisce in veste rinnovata il complesso appartenente ai Musei del Bargello

Fabrizio Natalini, Benedetta Matucci, Antonella Ranaldi, Paola D'Agostino, Tommaso Barni
Fabrizio Natalini, Benedetta Matucci, Antonella Ranaldi, Paola D'Agostino, Tommaso Barni

Firenze, 15 gennaio 2024 - Chiudere in bellezza. E' pieno di luci il bilancio della direttrice Paola D'Agostino, che conclude oggi i suoi otto anni di mandato alla guida dei Musei del Bargello restituendo alla città il Museo e la Chiesa di Orsanmichele dopo quattrocento giorni di chiusura. Un complesso monumentale unico, da sempre luogo di funzioni civili e religiose, di preghiera e di commercio, con i suoi 1800 metri quadri di superficie che dal 19 gennaio saranno nuovamente aperti al pubblico in una veste rinnovata.

Restauro e messa in sicurezza, riallestimento e miglioria degli accessi sono il cuore dell'investimento - dal costo complessivo di 1.135.026,43 euro - realizzato dal Ministero della Cultura nell'ambito dei Grandi Progetti Beni Culturali e firmato dagli studi Map e Natalini Architetti: accanto ad una consistente serie di operazioni di manutenzione straordinaria dei dipinti murali, dei paramenti lapidei della Chiesa e di alcune celebri statue - dal San Matteo di Lorenzo Ghiberti al Sant'Eligio di Nanni Di Banco, dal San Giovanni Evangelista di Baccio da Montelupo al Santo Stefano, sempre del Ghiberti - il progetto si è proposto ambiziosamente di restituire alla loro collocazione originaria le tredici sculture originali esposte nel Museo, opera dei più grandi artisti del Rinascimento fiorentino. 

Così, se nella chiesa gli architetti hanno lavorato sulla grandi bussole di accesso che contornano i portali in legno e sull'impianto di illuminazione, nel museo le statue sono state sollevate da specifiche strutture e incorniciate con un fondale, in modo da riproporre la loro posizione nelle nicchie esterne ed incrociare lo sguardo dei passanti lungo le strade circostanti: "Sono felice che il Ministero abbia investito fondi straordinari per un complesso statale che rappresenta la testimonianza storica delle eccellenze artistiche fiorentine e la memoria della nostra identità nazionale, perché proprio qui alla fine dell'Ottocento si scelse di tenere le Lecturae Dantis della Società Dantesca - spiega la direttrice Paola D'Agostino - E' anche l'ultimo lascito di questi otto anni insieme, in cui i Musei del Bargello sono cresciuti attraverso il dialogo proficuo ed efficace con la Soprintendenza, la Regione Toscana, il Comune di Firenze, la Curia e tutti i professionisti che hanno collaborato alla definizione dei cantieri". 

Passione e cura, studio e perseveranza, sottolineate anche dal sindaco Dario Nardella, che ringraziando la direttrice uscente ha evidenziato "il suo prezioso lavoro, suggellato dall'importanza di un intervento di restauro e riallestimento unico e sorprendente, che aumenta il fascino e la suggestione della visita al complesso, ampliando il suo orario di apertura".