Poesie per una "vendetta senza peccato"

Il 'Silenzio armato' di Franco Castellani

La copertina di 'Silenzio armato' di Franco Castellani
La copertina di 'Silenzio armato' di Franco Castellani

Firenze, 23 novembre 2023 - Se è possibile fare una sintesi tra una foto nitida e un acquerello bisogna leggere il 'Silenzio armato' di Franco Castellani, poeta fiorentino, che con Marco Saya Edizioni ha pubblicato un libro allusivo e colmo di sentimenti che fanno riferimento a legami cari e affidati a un codice di silenzio, di parole capite e non dette, trasmesse con i gesti e con le mani. “Mi chiedi con le mani / se domani la notte / rinasce nello stagno e poi fiorisce / in silenzio mentre dormi”, scrive esplicitamente l'autore il cui passo e sguardo attraversano scenari autunnali, nell'annuncio del freddo e dell'inizio di penombra. Le tre sezioni del volume, 'A un filo di pietà', 'Silenzio armato' e 'Quel che resta', descrivono un distacco (Vedrò l'arcobaleno / che illumina la rada dove dormi / innamorata e sogni / insieme alla ruggine / e alla rugiada / e raggrumando / con la voce disarticolata / e senza nome ti prenderò / per mano ancora una volta) e il passaggio a una nuova stagione (… questa notte / incontrerò il drago / che brucia senza fuoco / e non avrò paura / se troverò me stesso). C'è una consapevolezza che presiede a questo salto in avanti, in cui “la notte ha bisogno di altra luce”, “la notte adesso vuole il sole”, per uscire dalla “buca del tempo” in cui si è caduti: se “ho viaggiato tutta la vita con vent'anni di ritardo”, ora c'è la possibilità di prendere “la primavera non vissuta”, di chiedere “al tempo ogni risarcimento”. Paolo Maccari, nella sua prefazione, individua una percorso di accettazione di se stessi e della realtà. Cosa resta? All'autore e al lettore moltissimo, “una vendetta senza peccato”. Michele Brancale