Margherita Buy in sala con tre film. Le origini toscane dell’attrice

Una nonna di Firenze, l’altra di Monsummano. I ricordi delle estati a Villa Belluccio

Margherita Buy nel film "Volare"

Margherita Buy nel film "Volare".

Firenze, 29 febbraio 2024 – E’ l’attrice più premiata ai David di Donatello, è una delle interpreti più amate dal pubblico italiano. Da più di trent’anni Margherita Buy è assoluta protagonista del grande schermo, con una filmografia che spazia dal cinema d’autore al cinema commerciale di qualità. E proprio in questi giorni la Buy è nelle sale con ben tre film: “Dieci minuti” di Maria Sole Tognazzi, “Romeo è Giulietta” di Giovanni Veronesi in cui l’attrice interpreta una simpatica vecchietta (ovviamente con abbondante uso di trucco e effetti speciali) e il suo primo film da regista, “Volare”, che ha subito riscosso un ottimo successo di critica e di pubblico. 62 anni, più di ottanta film, record di vittorie del David di Donatello (5 come attrice protagonista, 2 come attrice non protagonista) e di una lunga serie di premi prestigiosi come i Nastri d’argento, Globi d’oro, Ciak e tanti altri; Margherita Buy ha stregato il pubblico a partire dal primo successo, “La stazione” del 1990 in cui l’attrice era diretta dall’ex marito Sergio Rubini.

Una delle interpreti di punta del nostro cinema ha radici toscane e ha uno stretto rapporto affettivo con i luoghi della sua infanzia. “Sono di origine toscana anche se sono nata a Roma” ha ricordato l’attrice nel libro di Fabrizio Borghini, “Pistoia al cinema”.

"Mia madre è toscana, mia nonna materna era di Firenze, mentre quella paterna era di Monsummano ed ebbe in regalo dal padre in occasione del suo matrimonio, una casa a Serravalle. In quella casa ho passato tutte le mie estati fino ad oggi”. Non una casa, piuttosto una villa, villa Belluccio. “Nonostante fosse una villa, i miei ricordi estivi a villa Belluccio a Serravalle sono un vero incubo” aggiunge scherzosamente l’attrice. “Tutti i giorni mi toccavano le ripetizioni nel paese. Mi ricordo di una salita terribile sotto un sole pazzesco. La prima casa era quella del professore di matematica, due chilometri più su c’era quella del professore di latino. Prendevo sempre quattro materie, fisse latino e matematica, le altre giravano”.

Ricordi indelebili dell’infanzia e dell’adolescenza che la riportano a quella villa che ha un passato importante. "Villa Belluccio meriterebbe una saga, dai tempi dei miei trisnonni. Ci sono passati tutti; guerre, occupazioni, le truppe napoleoniche, i tedeschi, gli americani. Sarebbe bello scrivere un libro”. Per momento la Buy si gode il successo del suo primo film da regista. E poi chissà, magari un giorno ci sarà un debutto da scrittrice per raccontare i suoi ricordi legati a Serravalle e dintorni.