Lapo Cecconi co-founder  chief executive officer  Kinoa
Lapo Cecconi co-founder chief executive officer Kinoa

Firenze, 2 giugno 2020 - La scorsa puntata ci siamo concentrati nel sintetizzare gli elementi caratterizzanti le startup a livello globale, in questo articolo proviamo ad analizzare la cornice normativa presente in Italia. Sul sito del MISE si legge: “Con l’introduzione del decreto-legge 179/2012, l’Italia si è dotata di una normativa organica volta a favorire la nascita e la crescita di nuove imprese ad alto valore tecnologico

 

Anche in questo caso provo a sintetizzare alcuni aspetti per me cruciali, rimandando poi a link di approfondimento tutte le specifiche del caso. 

In italia sono riconosciute con il bollino di startup innovativa le aziende, anche in forma cooperativa, che hanno come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico. Inoltre il contenuto innovativo dell’impresa deve essere identificato con il possesso di almeno uno dei tre seguenti indicatori:  attività di ricerca e sviluppo certificata; la forza lavoro composta per almeno 1/3 da dottorandi, dottori di ricerca o ricercatori, oppure per almeno 2/3 da soci o collaboratori a qualsiasi titolo in possesso di laurea magistrale; l’impresa è titolare di un brevetto registrato. Queste sono alcune delle caratteristiche stringenti per essere iscritti nell’apposito Registro delle start up innovative e beneficiare di alcune agevolazioni: una semplificazione nella costituzione dell'azienda, incentivi fiscali per chi investe nelle start up, una semplificazione nelle assunzioni e incentivi per raccolta fondi tramite  crowfunding. Interventi ripresi e in piccola parte rafforzati con il nuovo Decreto Rilancio approvato qualche settimana fa dal Governo. 

La situazione nazionale

In Italia oggi le startup innovative iscritte nell’apposito registro sono 11.272. Come si vede dalla mappa interattiva, la Lombardia tira il gruppo con poco più di 3000 aziende innovative registrate, seguita dal Lazio che supera quota 1000 poi Emilia Romagna, Campania e Veneto. La Toscana non eccelle anzi arranca con solo 469, che analizzeremo la prossima settimana. Le persone coinvolte (come soci o dipendenti) in questo mondo sono oltre 65.000, poche imprese femminili e, un ultimo dato interessante, anche in questo caso, non sono i giovani a essere protagonisti, come si potrebbe supporre. Infatti, solo il 17,5%  sono state fondate da under 35. Infine, il 75% delle startup è concentrato nei servizi alle imprese, scarso è l’apporto nel settore manifatturiero. 

Un mondo che sta crescendo lentamente ma che ancora oggi non trova terreno fertile per insediarsi e crescere, pochi investimenti privati, poche le vere risorse messe a disposizione da parte del sistema pubblico. Per questi motivi sembra difficile veder fiorire nel nostro paese il sistema innovativo delle startup, la speranza è che nell’affrontare l’imminente crisi sociale ed economica il governo e le istituzioni possano mettere le ali a veri ecosistemi innovativi capaci di innalzare il livello competitivo delle aziende, di abbattere le resistenze verso le innovazioni tecnologiche ormai mature e di creare  posti di lavoro in settori con alto potenziale di sviluppo nel prossimo futuro.

Temo che la risposta arrivi a breve, nel bene (si spera) o nel male.