Basilio Pompei
Basilio Pompei

Firenze, 26 gennaio 2021 – Al tempo dei social accade anche questo: che un ex partigiano venga ‘accusato’ di ricevere il vaccino anti Covid. La colpa di Basilio Pompei? Avere 103 anni ed essere, secondo gli odiatori social, oramai ‘vecchio’ per ricevere un vaccino prima di altri ‘più giovani’.  Balzato, suo malgrado, agli onori della cronaca per essere il più anziano vaccinato in Toscana, dopo averlo ricevuto alla Rsa San Biagio a Dicomano come del resto tutti gli altri ospiti della struttura. Gli è stato detto di tutto: da ‘usurpatore’ a ‘cavia’. A lui, ex internato militare italiano, deportato dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e per due anni prigioniero in un campo polacco. A lui che, nelle suole del territorio, non ha mai smesso di testimoniare l’orrore di quegli anni e della guerra. Proprio a lui, che si era battuto per la libertà di tutti, anche per la libertà di pensiero e di parola di quelli che ora lo accusano.  

E mentre c’è chi finalmente si interroga sullo strapotere dei social, che permette a chiunque di rivolgere impunemente attacchi ed offese gratuite e con un semplice clic, la risposta a questo indecoroso e vergognoso attacco, chiara, forte, puntuale, arriva dalle istituzioni, a nome di tutti i cittadini della Toscana:  l’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale della Toscana ha deciso infatti di assegnare una targa a Basilio Pompei, il 103enne di Pontassieve ex partigiano, recentemente finito nel mirino degli haters dei social dopo aver ricevuto il vaccino anti Covid-19. Riconoscimento “per il suo esempio di vita e l’impegno sempre profuso in difesa delle libertà”, in occasione della Giornata della Memoria. Sarà il figlio Giuliano a ritirare la targa domani, il 27 gennaio alle 14.30, nella sala Gonfalone di palazzo del Pegaso. La cerimonia con il presidente Antonio Mazzeo e l’Ufficio di presidenza, sarà trasmessa in streaming sul sito dell’assemblea legislativa, sul canale Youtube e sulla pagina Facebook del Consiglio.

Maurizio Costanzo