Firenze, 19 dicembre 2020 - Toscana zona gialla, poi rossa, quindi arancione. Un arcobaleno di colori che se da una parte ha il nobile scopo di contenere il contagio da coronavirus, dall'altro crea problemi non da poco nei cittadini e molta confusione. Il dpcm Natale comunque è stato varato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha presentato poi tutti i provvedimenti in conferenza stampa. 

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La Toscana diventa gialla

Per la Toscana la buona notizia è che l'indice di contagio rt crolla: arriva a 0.68 (era a 1.80 nei primi giorni di novembre) e questo significa la sospirata zona gialla. Quella in cui riaprono i locali (o almeno quelli che economicamente possono farlo) e in cui ci si può spostare in tutta la regione. La zona gialla scatta domenica 20 dicembre dunque. La zona arancione è durata in Toscana circa due settimane. La zona gialla andrà avanti però fino al 23 dicembre. Dal 24 dicembre scatta infatti la zona rossa nazionale.

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Toscana zona rossa per Natale

Come in tutta Italia, la Toscana dal 24 al 27 dicembre torna zona rossa. Non ci si potrà spostare di casa e non ci si potrà muovere all'interno del proprio comune se non per motivi di lavoro, di salute o di necessità. I negozi saranno chiusi, rimarranno aperti supermercati, edicole, tabacchi e parrucchieri. Saranno i giorni del Natale e il consiglio del Governo è quello di restare a casa.

Decreto Natale, il testo in pdf

Il calendario con i colori della Toscana giorno per giorno

Ecco il calendario dei colori della Toscana dal 20 dicembre al 6 gennaio. Domenica 20 dicembre: giallo. 

Lunedì 21 dicembre: giallo. 

Martedì 22 dicembre: giallo. 

Mercoledì 23 dicembre: giallo. 

Giovedì 24 dicembre: rosso. 

Venerdì 25 dicembre: rosso. 

Sabato 26 dicembre: rosso. 

Domenica 27 dicembre: rosso. 

Lunedì 28 dicembre: arancione. 

Martedì 29 dicembre: arancione. 

Mercoledì 30 dicembre: arancione. 

Giovedì 31 dicembre: rosso. 

Venerdì 1 gennaio: rosso. 

Sabato 2 gennaio: rosso. 

Domenica 3 gennaio: rosso. 

Lunedì 4 gennaio: arancione. 

Martedì 5 gennaio: rosso. 

Mercoledì 6 gennaio: rosso. 

Sempre vietati gli spostamenti tra regioni

Dal 24 dicembre al 6 gennaio gli spostamenti tra regioni saranno comunque vietati, qualunque sia il giorno e qualunque sia il colore. Questo stabilisce il dpcm per cercare di limitare il movimento delle persone e quindi il correre del virus. 

Spostamenti consentiti tra piccoli comuni

Gli spostamenti tra piccoli comuni sono consentiti. Sarà possibile spostarsi tra comuni al di sotto dei cinquemila abitanti in un raggio di trenta km. Sarà comunque vietato, da un piccolo comune sotto i cinquemila abitanti, raggiungere un capoluogo di provincia o di regione. 

Resta sempre il coprifuoco dalle 22 alle 5

Rimane per tutta la durata delle Feste natalizie il divieto di spostarsi da casa tra le 22 e le 5 del mattino. Si tratta del famoso coprifuoco che ha delle deroghe, per le quali serve l'autocertificazione: lavoro, salute o necessità.

Zona arancione, le regole principali

In zona arancione ci si può spostare solo all'interno del proprio comune, gli spostamenti in altro comune sono possibili con autocertificazione solo per motivi di salute, di lavoro o di necessità impellente. I negozi in zona arancione sono aperti fino alle 21. Bar e ristoranti possono fare asporto ma solo fino alle 22 e possono fare anche le consegne a domicilio. 

Zona rossa, le regole principali 

In zona rossa non ci si può spostare neanche all'interno del proprio comune. Si può uscire di casa solo per la spesa, per andare a lavoro o per necessità inderobabili. Il tutto sempre con autocertificazione. I negozi sono chiusi, ad eccezione dei supermercati, delle farmacie e dei negozi di prima necessità. Bar e ristoranti possono fare asporto fino alle 22 e consegne a domicilio, ma come per la zona arancione non si può consumare all'interno. 

Giani: "Spiegherò regole giorno per giorno"

I cittadini, nei prossimi giorni in cui si alterneranno zone gialle, arancione e rosse saranno guidati «attraverso una campagna informativa costante - dice il presidente della Regione Eugenio Giani -. Noi saremo a disposizione in ogni momento per dare spiegazioni, ci sono tre persone nel mio ufficio in piazza Duomo a rispondere alle mail perché dopo le comunicazioni di ieri: la mia per annunciare la zona gialla da domenica, quella del presidente Conte per annunciare il modo con cui dal 24 dicembre al 6 gennaio saranno suddivise nei festivi la zona rossa e la zona arancione, la gente è un pò disorientata». 

"Nei tre giorni gialli serve responsabilità"

«I cittadini toscani devono sentirsi orgogliosi e soddisfatti perché anche in virtù dei loro comportamenti oggi la Toscana si presenta come una delle regioni che meglio sta contrastando la pandemia con numeri che sono tra i più virtuosi in Italia. Detto questo la pandemia c'è, quindi questi quattro giorni in fascia gialla saranno importantissimi perché non si creino assembramenti di persone, perché vi sia il necessario rispetto delle misure e dei dispositivi che vogliono evitare il contagio. Molto si gioca sul senso di responsabilità delle persone».

Scienziati preoccupati su contagio

Dopo giorni di discussioni, il governo ha dunque varato la nuova stretta per evitare che i pranzi e le cene delle feste facciano da detonatore per una terza ondata a gennaio e febbraio. «La situazione rimane difficile, il virus si lascia piegare ma non sconfiggere. Dobbiamo intervenire e vi assicuro che è una decisione non facile e sofferta», dice il premier Giuseppe Conte sottolineando come la stretta sia il frutto della «preoccupazione» degli scienziati per la risalita della curva.

Per la Messa serve l'autocertificazione

Nelle nuove norme per le festività «non ci sono cambiamenti circa la visita ai luoghi di culto e le celebrazioni: entrambe sono sempre permesse, in condizioni di sicurezza e nella piena osservanza delle norme». Lo riferisce la Cei aggiungendo: «Durante i giorni di 'zona rossà si consiglia ai fedeli di avere con sé un modello di autodichiarazione per velocizzare le eventuali operazioni di controllo». I vescovi ricordano anche la Circolare del ministero dell'Interno (7 novembre 2020) che precisa che i luoghi di culto dove ci si può recare «dovranno ragionevolmente essere individuati fra quelli più vicini».