Firenze, 9 aprile 2021 - A rigor di numeri primi, quelli che sempre hanno pesato nella decisione del passaggio di zona colore delle regioni, la Toscana dovrebbe essere vicina al ritorno in arancione: atteso per martedì, sebbene ci siano ancora alcuni nodi da sciogliere. Già, perché in base al tasso d’incidenza settimanale di nuovi positivi per 100mila abitanti la Toscana è scesa a 230, sotto la soglia di 250 che fa scattare il rosso automatico; idem sottosoglia anche l’indice di contagio Rt fissato all’1,02 (il rosso si accende oltre 1,25). Covid Toscana 8 aprile: 1153 nuovi positivi / Zona rossa e arancione: ecco le differenze / Le regole in zona rossa / Vaccino Astrazeneca, i sintomi cui prestare attenzione / Vaccini in Toscana, "A maggio immunizzato il 30% della popolazione"

C’è un però e qualche problema. Sono 21 i parametri che ogni settimana vengono registrati nel report di Istituto superiore di sanità e ministero della Salute, poi analizzati dal comitato tecnico scientifico che fornisce la lettura critica del rischio alla cabina di regia del governo. Tra questi 21 parametri, data la situazione di assoluta criticità che si registra negli ospedali, conterà più del solito il tasso medio di occupazione dei posti letto nei reparti Covid e nelle terapie intensive, che stando ai dati forniti dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) in Toscana sono occupati al 44%, 14 punti sopra il limite del 30%.

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Il problema del sovraffollamento degli ospedali si lega a doppia mandata anche a quello delle cure negate ai cittadini non ammalati di Covid. E a tal proposito, sempre Agenas – ieri –, in collaborazione con il laboratorio Management e sanità (MeS) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ha presentato un’analisi preliminare sugli effetti di ritardi di diagnosi, ricoveri e interventi chirurgici durante i mesi della pandemia. Uno studio che vede la Toscana a metà tra le regioni che in Italia hanno avuto gli effetti peggiori e quelle più virtuose.

Questi i punti critici che potrebbero incidere sulla decisione di oggi della cabina di regia. Ci sono 1.992 ricoverati, ben oltre il picco registrato un anno fa e vicini al massimo toccato a novembre, con un tasso di saturazione medio dei posti letto Covid stabilmente sopra il 95% da una settimana. Per questo il passaggio in arancione della Toscana si lega all’automatismo dei numeri, ma non è scontato. Quando una regione va in zona rossa per il tasso di incidenza può uscirne la settimana successiva se si abbassa sotto i 250, mentre se ci va per il superamento dell’indice Rt ci resta due settimane e deve maturare 14 giorni di dati da arancione prima della promozione. Contro l’alleggerimento delle chisure si scagliano i sanitari e la Cgil. «Gli ospedali sono al limite, nessuna riapertura se non calano i contagi», dicono i sindacalisti Cgil Riccardo Bartolini e Pasquale D’Onofrio.