Il mondo dello spettacolo e della cultura soffre la crisi economica della pandemia
Il mondo dello spettacolo e della cultura soffre la crisi economica della pandemia

Firenze, 25 gennaio 2021 -  La cultura ha bisogno di vivere. E noi per vivere abbiamo bisogno della cultura. Uno dei settori che più ha sofferto e più sta patendo gli effetti della pandemia. Ma la Toscana sta mettendo in piedi un piano strategico per la ripartenza che consentirà sin da ora una programmazione degli eventi e la ripartenza da un giorno simbolico: il 25 marzo. Una delle idee per il rilancio del governatore toscano Eugenio Giani è quella che ha battezzato con la formula della "piazza-teatro". L’intenzione è di trasformare – a partire dal 25 marzo – una piazza in teatro in ogni città capoluogo di provincia e in ogni Comune che voglia aderire all’iniziativa.
 

«Le piazze sono luoghi all’aperto dove è possibile allestire teatri rispettando tutte le regole del distanziamento sociale", spiega il presidente Giani. Certo, non ci dovranno essere assembramenti e l’obiettivo è anche di limitare file alle biglietterie con prevendite online. Ma l’intenzione di rimettere in moto le macchine del palcoscenico e anche di allestire drive in nelle zone più periferiche si sta già trasformando in un piano organico.
 

«Il problema sono i costi: quelli degli allestimenti non potranno superare quelli dei ricavi – dice Giani – Ma sono sicuro che riusciremo a mettere a punto la formula migliore che consenta di tornare a vivere a un settore fondamentale".
Quando? "La data simbolica prescelta è il 25 marzo, in cui si celebra il Dantedì, nell’anno del settecentenario della morte del Poeta – spiega Giani – In quel giorno, non per caso, si festeggia il capodanno toscano e fiorentino. Perché il 25 marzo 1300 Dante Alighieri ha cominciato a scrivere la Divina Commedia e perché il 25 marzo del 1436 venne inaugurata la cattedrale di Santa Maria del Fiore con la cupola progettata dal Brunelleschi".
Dunque un giorno simbolico che rappresenta due momenti importanti per la nostra cultura, "due momenti di rinascita per rinascere", dice il presidente toscano. E dunque avanti con il progetto, per il quale i Comuni potranno portare le proprie idee e con bandi per la gestione degli spazi. "La cultura rinascerà a primavera e noi non perderemo un giorno in quest’anno in cui cento comuni toscani celebreranno Dante".