Tanti: “sui servizi educativi dati sbagliati, dai 2 ai 6 anni siamo vicini a liste di attesa zero”

“Dai 3 mesi ai 2 anni daremo risposta ad oltre il 70 delle richieste”

tanti

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Arezzo, 15 giugno 2024 – Tanti: “sui servizi educativi dati sbagliati, dai 2 ai 6 anni siamo vicini a liste di attesa zero, dai 3 mesi ai 2 anni daremo risposta ad oltre il 70 delle richieste”.

"Nella fascia tre mesi/tre anni nel 2007 con il Pd le liste di attesa erano al 72%, nel 2023 sono state del 25%. Per il 2024 i dati sono in elaborazione, le domande scadevano il 10 giugno. Nuovi posti in arrivo: le liste di attesa scenderanno ancora da qui al 2025"

Prima i dati, poi le valutazioni. Partiamo dai dati, che al momento non sono definitivi: da 2 a 6 anni con ogni probabilità anche quest'anno dovremmo essere a lista di attesa zero, dai 3 ai 24 mesi dovremmo dare risposta ad oltre il 70% delle famiglie.

Inoltre sono in preparazione altre disponibilità di posti proprio nella fascia 3-24 mesi sia nelle scuole municipali che grazie alle scuole private convenzionate e per capirlo bastava leggere i documenti dei nuovi interventi nelle opere pubbliche per rendersi conto che sono in corso nuovi investimenti.

Qui finiscono i dati, quelli veri.

Infine le valutazioni: nel 2007 il PD si vantava con l'allora suo Vicesindaco di dare risposta al 28% delle famiglie nel segmento 3 mesi/3 anni, con una evidente lista di attesa del 72% e basta cercare la rassegna stampa di allora per averne informazione.

Purtroppo internet non lascia scampo agli smemorati e la politica non lascia scampo agli approssimativi: per avere i dati definitivi sarà necessario - per la fascia 3 / 6 anni- aspettare fine agosto quando le opzioni delle famiglie tra offerta municipale e quella statale saranno definitive, per la fascia 3 mesi 12 mesi i dati sono in elaborazione adesso perchè le domande potevano pervenire fino al 10 giugno, per la fascia 1 anno/ tre anni sono in elaborazione le opzioni e siamo già oltre il 75% delle risposte.

A settembre i dati saremo definitivi e saranno non meno buoni del 2023 e certamente migliori rispetto al terribile 2007 dove chi oggi dà lezioni allora dava risposte al 28% delle famiglie: impossibile fare peggio di allora”.