LAURA VALDESI
Cronaca

"Siena, malore in centro, l’uomo è morto. Quel defibrillatore non funzionava"

Il racconto dello studente di Medicina che l’ha soccorso. "Poteva essere un mio familiare, non deve più succedere"

Un defibrillatore (Archivio)

Siena, 11 novembre 2021 - «Non ho dormito due notti per il nervoso. Sono rimasto scosso. Speriamo che non accada più. Quell’uomo poteva essere un mio caro, un amico". Studia medicina Eugenio Vincenzo Albanese, è al terzo anno, lui ne ha 21. Negli occhi ancora quel massaggio cardiaco praticato senza mai smettere, insieme ad altre persone che l’hanno aiutato, quando l’uomo si è accasciato al suolo alla Croce del Travaglio il primo novembre. La Nazione aveva già raccontato la storia, che il defibrillatore inizialmente recuperato non funzionava e ce n’era voluto un altro, preso in piazza Indipendenza. Ora il futuro medico, che è capogruppo della lista ’Oikos-Lab.i’ nel consiglio studentesco dell’Università, rimette in fila le tessere di quel pomeriggio, svelando il tragico finale: "L’uomo non ce l’ha fatta". "Vengo da Lecce, se fosse accaduto nella mia città avrebbero detto ’il solito Sud’. Ma a Siena che amo tanto, nel centro storico patrimonio Unesco, questi dispositivi devono essere costantemente controllati e tenuti in efficienza. Il motivo è semplice: in presenza di un arresto cardiaco se si riesce ad intervenire nei primi 5 minuti le probabilità di salvare una vita possono arrivare fino al 70%".

«Il 29 ottobre mi avevano insegnato le pratiche di primo soccorso – riavvolge il nastro –; sono intervenuto subito dopo che l’uomo è caduto. Quando la centrale operativa del 118 ha comunicato che lì vicino c’era un defibrillatore un passante l’ha recuperato. Peccato che fosse scarico, quindi inutilizzabile. I cinque minuti entro cui si raccomanda l’intervento erano passati. E mentre uno dei presenti informava dell’accaduto gli operatori in linea che sollecitavano l’intervento dei soccorsi specializzati, è arrivata la polizia. Verificato il malfunzionamento del Dae la pattuglia si è affrettata a recuperarne un altro permettendo a chi faceva il massaggio cardiaco, mai interrotto, di defibrillare. All’arrivo dei sanitari l’uomo è stato portato via in ambulanza ma purtroppo non ce l’ha fatta".