Scontri a Firenze (foto Newpressphoto)
Scontri a Firenze (foto Newpressphoto)

Firenze, 1 novembre 2020 Dopo Napoli, Roma, Torino, Milano anche Firenze ha rischiato di trasformarsi in una polveriera per la protesta dei no lockdown . Venerdì notte la manifestazione (senza preavviso, convocata via social), ore di guerriglia nel salotto buono – via Calzaiuoli, Piazza della Signoria, Borgo Ognissanti – è sfociata in robusti lanci dal mucchio nel mucchio (il cordone di agenti) di bottiglie di vetro, pezzi di plastica, fino a bombe carta petardi, una molotov.

Quattro arrestati, giovani tra i 30 e i 19 anni, quest’ultimo considerato dalla Digos – visti i filmati – l’autore del lancio della bottiglia incendiaria. "Sono di area anarco antagonista" afferma la polizia, il cui massimo dirigente, questore Filippo Santarelli, ha predisposto un imponente servizio d’ordine. Denunciati altri 20 soggetti di cui 3 minori (17 anni), gli altri di età tra i 18 e i 38 anni, richiamati in piazza dal tam tam della Rete. Sono di Firenze ad eccezione di due che vivono a Prato. Ipotizzati violenza, resistenza e danneggiamento. Possibili sviluppi imminenti, denunce o addirittura misure cautelari.
 

Sono state ore quasi incandescenti. Ieri compreso: nel pomeriggio corteo di "solidarietà ai quattro giovani" arrestati, presenti sigle di sinistra e centri sociali ugualmente e nettamente contrari all’azione del Governo sul fronte Covid. E’ andata bene: il corteo, partito dalla Prefettura ha attraversato senza incidenti il centro per arrivare in via Valfonda. Accesi fumogeni tricolori, cori contro Confindustria e forze dell’ordine.
 

Bilancio , viste le premesse e i timori, relativamente contenuto. Danni a fioriere, un paio di vetrine (i negozi erano chiusi) un’auto della polizia semi distrutta, così un semaforo, tre telecamere e i cestini della spazzatura. Con il Comune subito al lavoro per il ripristino.
"Abbiamo garantito un dispositivo di vigilanza al massimo livello. I dati che avevamo erano preoccupanti. Era una manifestazione non preavvisata, ai limiti della legalità. C’era il rischio di frange estremiste con l’obiettivo di creare disordine. Abbiamo affrontato tutto in maniera ferma" ha detto il prefetto Laura Lega tirando un sospiro di sollievo, senza però darlo a vedere: "C’è stata grande professionalità da parte delle forze dell’ordine. Abbiamo preservato siti sensibili come piazza della Signoria".
Decisamente la risposta delle forze dell’ordine è parsa all’altezza: "Le cariche, tre, sono state professionali, di alleggerimento (e non non, come si dice in gergo, di ‘rasatura al suolo’) per riportare i manifestanti a distanza, evitare che si compattassero e facessero danni più gravi a beni pubblici, negozi e persone" spiega una fonte qualificata della Questura.
 


Il brodo di coltura – "Ribellismo giovanile": in attesa dei necessari approfondimenti – sugli episodi come sulle modalità di ‘reclutamento’ di chi ha aderito e manifestato, specie i più giovani – gli investigatori ‘battezzano’ così a livello sociologico i fatti di venerdì notte. Non ci sono veri promotori, una paternità certa. Ma il sospetto che qualcuno faccia proselitismo in contrasto con lo spontaneismo, c’è.
 

giovanni spano