Il presidente della Regione, Enrico Rossi
Il presidente della Regione, Enrico Rossi

Firenze, 29 luglio 2020 - «Chiediamo al governo in che modo intenda recuperare le risorse percepite da aziende che non hanno visto in questo periodo di emergenza sanitaria calare i loro fatturati ma hanno pagato i lavoratori con i soldi di tutti i cittadini». Lo ha scritto oggi, su Facebook, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, scatenando immediatamente le polemiche delle associazioni di categoria. Un post, quello del governatore, nato a seguito della polemica in corso da giorni sulle indennità di trasferta incassate dai consiglieri regionali durante il lockdown, quando, per ovvi motivi, nessuno poteva spostarsi.

«Io e il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani – ha scritto Rossi - presentiamo domani una proposta di legge che consentirà di recuperare gli emolumenti percepiti dai consiglieri regionali a titolo di indennità di trasferta per le sedute del Consiglio svoltesi durante il lockdown. Le cifre saranno devolute a iniziative sociali. Io e gli assessori non possiamo dare nulla perché non percepiamo indennità di trasferta. Adesso chiediamo se anche il Parlamento non ritenga di doversi comportare allo stesso modo. Infine chiediamo al governo in che modo intenda recuperare le risorse, che risulterebbero pari a un quarto del complesso di quelle devolute per la cassa integrazione, percepite da aziende che non hanno visto in questo periodo di emergenza sanitaria calare i loro fatturati ma hanno pagato i lavoratori con i soldi di tutti i cittadini. Questo a fronte di altre che a causa dei ritardi si sono caricate direttamente dell’onere di anticipare la cassa integrazione».

Immediata la reazione di Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti e Cna della Toscana. «Esprimiamo sconcerto – hanno scritto i rappresentanti delle tre associazioni - per la posizione assunta dal presidente. Riteniamo le frasi scritte ingiuriose nella sostanza, nei confronti di migliaia di imprese che stanno soffrendo e che cercano di reggere l’impatto di una crisi devastante. Ci stupisce l’aggressione alle spalle, perpetrata al di fuori di un ricco, vivace e positivo confronto che per mesi ci ha tenuto vicini e dialoganti ai tavoli di concertazione, da cui sono riusciti risultati di prim’ordine. A partire dall’impegno per il contenimento della pandemia, delle regole e della ripartenza in sicurezza. Così come abbiamo valutato positivamente, solo due giorni fa, le proposte avanzate dagli assessori Bugli e Ciuoffo. La smania di protagonismo a volte fa brutti scherzi, e l’ideologismo deteriore non è mai un buon consigliere. Respingiamo le accuse e invitiamo il presidente della Regione a dismettere i panni dell’anti impresa, per recuperare quelli del dialogo che ci hanno fatto fare passi in avanti, collocandoci tra le regioni virtuose.  Risultato raggiunto da tutti e non dall’uomo solo al comando».