Giuseppe Conte (Ansa)
Giuseppe Conte (Ansa)

Firenze, 26 gennaio 2021 - Costruttori responsabili sotto traccia, ma ci sono. Una gamba, la quarta  (con  M 5stelle, Pd, Leu) che potrebbe venire alla luce proprio dopo l'incontro tra il premier Conte e il Presidente Mattarella in cui il Primo ministro rassegnerà le dimissioni. Gruppo più strutturato e forte nei numeri, una decina di senatori, che darebbe più sicurezza a Palazzo Madama. I costruttori responsabili sarebbero provenienti da Udc, gruppo Misto, ex 5stelle,  mentre Cambiamo di Toti potrebbe dare un appoggio esterno. Ma proprio il leader Giovanni Toti, presidente ligure, ha ripetuto anche stamani: "Nessuna stampella a Conte. Altro discorso un governo di larghe intese e più ampie prospettive..." mentre il deputato totiano pratese Giorgio Silli ribadisce: "Si a un governo di salute pubblica". Cioè  di larghe intese.

E Riccardo Nencini, presidente Psi e senatore fiorentino che ha votato a favore della fiducia? "Ho sentito Conte - ha detto - gli ho ribadito che dobbiamo dare forza di idee e contenuti alla maggioranza per avere obiettivi praticabili. E le emergenze non mancano da affrontare. Ripeto non credo a pesche miracolose e a maggioranze raccogliticce". Insomma la maggioranza deve essere allargata per forza e non solo con il gruppo dei costruttori responsabili. 

Continuano i contatti tra gli ex Margherita dentro il Pd e i renziani. Lavora con intensità Base riformista con il senatore lucchese Andrea Marcucci e il deputato fiorentino Luca Lotti per aprire definitivamente un ponte di dialogo con l'ex premier e leader di Italia Viva Matteo Renzi. Obiettivo: rientrare in maggioranza. Ma con o senza Conte?  

Forza Italia è in movimento. Anche ieri Berlusconi ha rilanciato un governo di salvezza nazionale e di larghe intese. In prima fila per favorire questa apertura il senatore Massimo Mallegni, ex sindaco di Pietrasanta, coordinatore di Forza Italia in Toscana e Stefano Mugnai, aretino, vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera. Dalla Toscana sarebbe partita la proposta azzurra  di sganciarsi dalla posizione integralista di Lega e Fratelli d'Italia basata esclusivamente sul ricorso alle urne.