Vinci (Firenze), 15 aprile 2019 - ‘Benvenuto Presidente Sergio Mattarella’. In queste quattro parole pronunciate dai bambini sta tutta la gratitudine di Vinci per una visita che sa di storia. Un omaggio al più eccellente dei cittadini del paese sul Montalbano, tanto grande da segnare tutti i tempi e da guadagnarsi la qualifica di mito. Un mito senza confine, quello di Leonardo, da celebrare più che mai nel giorno del suo compleanno, nell’anno del cinquecentenario dalla sua morte. E oggi Vinci, destinazione per la massima carica dello Stato e con lui per il presidente della Regione Enrico Rossi, lo ha fatto con tutti gli onori. Ora x le 10.49: l’auto presidenziale imbocca la strada che costeggia il borgo antico.

Tutto intorno, nei pressi del Municipio, gente schierata. Nonni con i nipotini nel passeggino, curiosi. C’è chi resta affacciato sulla soglia della porta, residente fortunato, e chi esce dal bar con il caffè in mano. Altri si accalcano alla transenna che porta a via Roma, quella del maxischermo affollato da turisti, residenti, commercianti. Sì, perché la piazza del castello non basta ad accogliere tutti coloro che vogliono salutare il Presidente atteso per il taglio del nastro della mostra dedicata alle origini di Leonardo. Al borgo e a quelle colline, suo primo ‘libro’ da mangiare con gli occhi. Non a caso il ‘big’ del prestigiosissimo percorso espositivo nella pancia del castello dei Conti Guidi è il Paesaggio, disegno originale del maestro. Gli ha fatto visita lo stesso Mattarella, dopo la cerimonia pubblica baciata da un sole tutt’altro che scontato, in virtù del maltempo che fino a ieri sera ha imperversato sull’Empolese. Una cerimonia solenne, aperta dall’inno di Mameli e conclusa dal lancio suggestivo dei paracadutisti accompagnati dal Tricolore. Il tutto sotto gli occhi degli alunni delle scuole, a bocca aperta di fronte a un evento da raccontare. Qualcuno mette la mano sul petto alle note dell’Inno, altri sventolano bandierine, altri cantano.

"Il prossimo 2 maggio, ad Amboise, con il presidente della Repubblica francese Macron renderò omaggio alla tomba di Leonardo da Vinci", annuncia Mattarella definendo Leonardo "come un grande toscano e un grande italiano, protagonista assoluto della scena europea". "Leonardo - prosegue - non è una figura senza tempo e senza luogo, era figlio del suo tempo, in cui la cultura non conosceva frontiere e accomunava nello scambio di conoscenze, nonostante le guerre che si facevano. Il contributo di Leonardo all'Umanesimo è un apporto che si ripropone ogni volta che appare necessario riflettere sulla libertà con la Elle maiuscola e sulla dignità della persona".

Energia che diventa addirittura incontenibile ad Anchiano, dove Mattarella fa tappa prima di salire in auto e raggiungere l’aeroporto di Firenze, direzione Roma. Gli studenti, con le loro insegnanti, gli danno il benvenuto schierati nell’oliveta a due passi dalla dimora dove il Genio è venuto alla luce. Altri invece lo attendono alla meridiana: lo accolgono con un benvenuto urlato tutti insieme per poi stringerlo in un abbraccio lungo minuti. Niente filtri, affetto autentico, semplice, che scalda il cuore e abbatte il protocollo. Il Presidente sorride, stringe mani, risponde, si concede finché viene indirizzato nelle stanze che furono di Leonardo. Una breve visita, poi un saluto con la mano. La visita finisce, l’emozione no. Si legge negli sguardi di chi è consapevole di aver appena preso parte a una giornata più unica che rara per un paese per un giorno ‘capitale’. Proprio come accadde il 15 aprile 1952. Allora a trovare Leonardo, arrivò Luigi Einaudi. A lui toccò l’onore di celebrare i cinquecento anni dalla nascita del padrone di casa e chi c’era ancora se lo ricorda bene.