Coronavirus
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Marina di Pietrasanta, 12 agosto 2020 - Allarme Covid in tutta la Toscana. Sabato sera una ragazza pisana, che il giorno dopo è risultata positiva al virus, è andata a ballare con amici nella discoteca ’Seven Apples’ di Marina di Pietrasanta, dov’erano centinaia di giovani. L’Asl Nord Ovest con sede a Pisa invita tutti coloro che sabato erano nella discoteca a contattare la propria Asl di residenza per fare il tampone. Ma al ’Seven’ arriva gente anche dalla Liguria, senza contare i villeggianti da ogni dove. La studentessa pisana da cui è esploso il caso ha 20 anni ed è da poco tornata da una vacanza a Mykonos. Sbarcata dall’aereo, ha fatto il tampone anti-Covid in un laboratorio privato, per tranquillità. Ma non ha aspettato i risultati e sabato è andata a ballare in Versilia. E’ asintomatica, come capita per lo più ai giovani contagiati, che però possono infettare altre persone. Domenica mattina è stata messa in quarantena dall’Asl, come altri undici giovani che erano stati in contatto con lei: familiari e metà dei ragazzi risultano negativi.

Ora sui social montano le polemiche, perché fino a ieri pomeriggio sia la discoteca che l’Asl pisana hanno smentito il caso di positività. Molte, e dure, le accuse su Facebook e Instagram lanciate dai clienti, soprattutto quelli che si trovano in isolamento sotto Ferragosto. Dopo aver minacciato azioni legali, i gestori del ’Seven’ hanno dovuto arrendersi: «Siamo stati informati dall’Asl alle 15 (di ieri, ndr). L’incontro collaborativo ha riguardato le procedure attuate per le normative anti-Covid. Rivolgiamo alla clientela presente sabato l’invito ad attenersi a quanto indicato dall’Asl». Preoccupano comunque i giorni passati tra il risultato del test della ragazza e l’ufficializzazione della situazione.

Le prime notizie sono filtrate ieri mattina dalla Conferenza dei sindaci, quando la direttrice Asl Maria Letizia Casani ha informato la Prefettura di Lucca, chiedendo un aumento dei controlli nei ritrovi della movida versiliese. In questa comunicazione sono riferite le affermazioni della giovane fatte agli ufficiali sanitari: aveva la mascherina all’ingresso, e gli è stata controllata la temperatura; ma poi dentro c’era talmente tanta gente che, ha detto, era impossibile mantenere il distanziamento di legge. Le foto di code di ragazzi ammassati per entrare, al ’Seven’ come in altri locali, si moltiplicano nelle proteste postate sui social. Ora i giovani già raggiunti dall’Asl locale sono preoccupati per le possibili conseguenze dei propri comportamenti. Per esempio un giovane irlandese che vive tra Viareggio e Pisa e sabato era al ’Seven’: «Il locale era affollato, e nessuno all’interno utilizzava la mascherina, come non sono state mantenute le giuste distanze». Se non fosse una cosa mortalmente pericolosa, verrebbe da dire «lacrime di coccodrillo».