Firenze, 12 giugno 2019 – Plastica usa e getta al bando già da questa estate negli stabilimenti balneari toscani. La giunta l’aveva annunciato e qualche settimana dopo le maggiori associazioni di categoria hanno sottoscritto il protocollo d’intesa con cui la Toscana anticipa di fatto l’Europa.

Gli stabilimenti balneari della Toscana, circa 900, dai confini con la Liguria fino
alla Maremma, saranno dunque da quest’estate ‘plastic free’. Lo prevede un protocollo d’intesa siglato a Firenze da Regione, Confesercenti, Confartigianato, Confcommercio, Cna Toscana-Centro, Confindustria insieme al sindacato di base ‘Donne di mare’ e da Anci Toscana. Addio dunque a stoviglie monouso, e chi non lo farà, rischia una multa. Saranno i sindaci a definire le norme in dettaglio, con proprie ordinanze. Rimarranno al momento le sole bottigliette in plastica, ma anche su questo la Toscana è al lavoro.

Nei locali con accesso sul mare, nei bar e ristoranti degli stabilimenti, posate, piatti, cannucce, contenitori per alimenti, mescolatori per bevande, tazze e bicchieri dovranno essere di materiale compostabile. Tutte, o quasi, le stoviglie monouso al bando: si potranno smaltire le scorte già acquistate, ma poi dovranno essere sostituite da piatti, cannucce e bicchieri biodegradabili o biocompostabili, quelli ad esempio in  mais che costano un po' di più ma che si trovano già da tempo in commercio.

L’intesa anticipa il divieto che a livello europeo scatterà nel 2021, quando diventeranno fuorilegge le stoviglie in plastica, un modo per ridurre i rifiuti in mare. A vigilare sul rispetto delle norme, che saranno recepite con ordinanze dai Comuni, saranno gli agenti di polizia municipale. L’intesa prevede anche l’installazione di contenitori per la raccolta differenziata nelle spiagge libere, non oggetto di concessione demaniale. Ovunque saranno installati cartelli che riepilogheranno divieti e regole sull’abbandono e la raccolta dei rifiuti, ed è anche previsto anche un premio per la spiaggia toscana più sostenibile.

“Il protocollo che abbiamo sottoscritto oggi - ha commentato il presidente della Regione Enrico Rossi - rappresenta un impegno concreto per mantenere e anzi migliorare la qualità delle nostre spiagge e del nostre mare. Un impegno proposto dalla Regione e che ha avuto subito l’adesione entusiastica dei balneari, che voglio ringraziare. Evidentemente c'è una volontà condivisa di tenere sempre più pulite le nostre spiagge e il nostro mare, liberandoli dalla plastica".In questi giorni - ha proseguito Rossi - si apre una nuova stagione turistica. Si apre con un segno positivo, anche grazie all’investimento da
13 milioni fatto con i comuni per rifare gli arenili portati via dalle mareggiate, si apre con l’impegno a tenere sempre più pulito il mare, anche se i dati Arpat ci dicono che i livelli di presenze di rifiuti in Toscana sono più bassi di quelli previsti a livello europeo. A questo
proposito sono in programma interventi con i pescatori, per raccogliere rifiuti laddove si accumulino per effetto delle correnti. Tanti impegni, condivisi tra pubblico e privato per la qualità dell'ambiente, per il sostegno al nostro turismo e per l'immagine di qualità che ha la Toscana nel mondo ".

L’assessore Vittorio Bugli ha evidenziato come questo documento posso aprirsi a ulteriori sviluppi e diventare: “Una buona pratica della nostra regione. Il prossimo passo – ha aggiunto - può essere quello relativo, ad esempio, alle bottiglie di plastica che secondo le normative europee devono essere recuperate, ipotizzando l'uso nelle spiagge di ecocompattatori. Intanto in queste ore abbiamo proposto al Consiglio regionale il testo di una norma che consenta di attuare il divieto da parte dei Comuni”.

“Già 15 Comuni hanno aderito a questo protocollo dimostrando grande sensibilità della Toscana rispetto alle buone pratiche. Grazie anche sia al ruolo propositivo di Anci che allo stimolo della Regione", ha commentato il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro, intervenuto in rappresentanza dell’Anci. "Adesso - ha aggiunto - ogni Comune dovrà trovare lo strumento adeguato, anche con il sostegno di Anci, per modificare e integrare i propri atti rispetto a questo protocollo: che sia un regolamento, una delibera o un’ordinanza. Riguardo le spiagge libere invece, verranno dotate di contenitori per la differenziata e di cartellonistica adeguata. I numeri delle plastiche in mare sono impressionanti, ma un altro elemento preoccupante sono i mozziconi di sigarette. Anche in questo caso i Comuni sono al lavoro su due linee principali, dal divieto di fumo, linea abbastanza radicale, alla valutazione dell'opportunità di contenitori ermetici in spiaggia per impedire l'abbandono delle cicche. Segnali importanti, di cui Anci Toscana si fa portavoce: firmiamo con grande soddisfazione questo protocollo”.

La Toscana aveva già fatta da apripista sui raccolti dei rifiuti in mare con il progetto ‘Arcipelago Pulito’, consentendo ai pescatori di portare a riva senza i rifiuti tirati su con le reti, non comprenderà per adesso le sole bottigliette in plastica. Per ora infatti c’è una sola azienda in Italia che le produce in materiale ecologico: con un divieto si creerebbe un monopolio, con un danno peraltro che subirebbero anche da aziende locali. Tutto è rinviato in questo caso al 2020: intanto però, trovando un accordo con le imprese, si potrebbe iniziare con alcune sperimentazioni, magari con la fornitura di distributori d’acqua da riempire con borracce lavabili e riutilizzabili. In alcuni bagni del Forte dei Marmi già si fa.

Il problema della plastica in mare è enorme e bastano pochi numeri per capirlo: si stima che ogni anno vengono prodotte 280 milioni di tonnellate di plastiche e che da qui al 2050 la cifra, se non cambierà qualcosa, rischia di raddoppiare. Almeno 8 milioni finiscono nei mari di tutto il mondo, compreso il Tirreno, portati dai fiumi o trascinati alla largo dalla risacca sulla spiaggia.

 Maurizio Costanzo