Firenze, 30 marzo 2021 - La colomba, l’agnello, le campane, il coniglietto, il cero. Sono i principali simboli della Pasqua, talmente familiari da non ricordare il loro significato originale. Questo periodo dell’anno, in cui la Chiesa celebra il momento in cui Cristo è risorto sconfiggendo la morte, si è arricchito nel corso dei secoli di immagini e riti di cui spesso si ignora o sfugge la storia. Tanto da chiedersi: perché oggi è tradizione mangiare l’agnello? E cosa c’entra, ad esempio, l’uovo con la resurrezione di Gesù? Ecco dunque i principali simboli pasquali e le loro origini.

L’uovo e il pulcino

Sia l’uovo che il pulcino sono simboliche rappresentano la nascita di una nuova vita. Per questo sono immagini emblematiche di questo periodo dell’anno liturgico carico di spiritualità, nel quale si celebra Cristo che sconfigge la morte e riporta tutte le anime alla vita eterna. Non solo in quella cristiana, ma in molte altre culture l’uovo è il simbolo universale della vita e della nascita. La tradizione del classico uovo di cioccolato è recente, ma il dono di uova vere, decorate con qualsiasi tipo di disegni o dediche, è correlato alla festa pasquale sin dal Medioevo. Nella tradizione balcanica e greco ortodossa l'uovo, di gallina, cucinato sodo, da secoli viene colorato, tradizionalmente di rosso, simbolo della Passione, ma in seguito anche di diversi colori, in genere durante il giovedì santo, giorno dell’ultima cena, e consumato a Pasqua e nei giorni successivi.  Prima del consumo, in particolare nella tavolata di Pasqua, ognuno sceglie il proprio uovo e ingaggia una gara con i commensali, scontrandone le estremità, fino ad eleggere l'uovo più resistente. Questo viene considerato di buon augurio. Le colorazioni vengono effettuate attualmente con coloranti alimentari tipici della pasticceria, ma in passato si utilizzavano prodotti vegetali, tra cui la buccia esterna delle cipolle di varietà rossa.

L'agnello

Avendo dato la vita, secondo le Sacre Scritture, per l'Uomo, Gesù è stato sempre paragonato ad un mite agnello. Dunque se l’uovo è il simbolo della vita, l’agnello rappresenta il sacrificio compiuto dal Figlio di Dio. Un simbolo  “ereditato” dalla religione ebraica - il nome Pasqua viene proprio dall’ebraico Pesah - per cui però la celebrazione ricorda la liberazione degli ebrei dalla schiavitù in Egitto grazie a Mosè. Da cosa nasce la tradizione di mangiare agnelli a Pasqua? Dai sacrifici della Pasqua ebraica: per gli ebrei è obbligatorio cibarsi della carne di questo animale in ricordo del fatto che Dio, prima che inviasse l’ultima piaga contro gli egiziani per ucciderne ogni primogenito, promise loro la salvezza se i capifamiglia avessero segnato le porte delle loro case con sangue d’agnello. Così facendo il vento divino avrebbe riconosciuto le abitazioni degli ebrei e ne avrebbe risparmiato i figli.

La colomba

Il simbolo della colomba rimanda al racconto biblico del Diluvio Universale: cessata la pioggia, Noè fece uscire per tre volte dall’arca una colomba. Quando questa tornò portando nel becco un ramoscello d’ulivo, Noè comprese che la pace era tornata tra cielo e terra, dunque era avvenuta la riconciliazione dell’uomo con Dio. Con il sacrificio della Croce, Gesù aiuta a costruire un regno di pace e di amore, e la candida colomba è il simbolo della Pace e dell’inizio di una nuova era. E come mai il dolce tradizionale della Pasqua è a forma di colomba? Già ai tempi di Greci, Egizi e Romani veniva preparato un pane a forma di colomba. Serviva per le cerimonie sacre e gli si attribuivano proprietà rituali e magiche. Agli inizi del ‘900 venne lanciata sul mercato la colomba come la conosciamo oggi, che divenne immediatamente simbolo della Pasqua, al pari del panettone per Natale

L'ulivo

La colomba che tornò da Noè, portava nel becco un ramoscello d’ulivo. Noè capì da questo segno che le acque si erano abbassate, che l’ira divina era ormai placata e la terra era di nuovo abitabile. L’ulivo è stato assunto per questo a simbolo di pace e per i cristiani ricorda anche l’ingresso di Gesù a Gerusalemme durante la Domenica delle Palme, quando venne accolto da una folla festante che lo salutava con rami di palma (e ulivo).

Il coniglio

Tra le allegre immagini pasquali, vi è quella del coniglietto che porta le uova. La sua presenza richiama alla lepre che, sin dai primi tempi del Cristianesimo era presa a simbolo di Cristo. Come Gesù stesso aveva detto di sé “Le volpi hanno una tana e gli uccelli un nido, ma il Figlio dell’uomo non ha un posto dove poter riposare” , così anche la lepre non ha tana né case, è un animale gentile che simboleggia la nuova vita primaverile. Il coniglio invece è molto utilizzato durante il periodo pasquale nei Paesi nordici e nel mondo anglosassone, soprattutto nel Regno Unito e Stati Uniti, mentre è un po’ meno presente nella nostra tradizione. Tuttavia anche questo simpatico animale è richiamato espressamente dalla religione cristiana, dove prima la lepre e poi il coniglio bianco divennero simboli di prolificità e rinnovamento. E dal momento che questo animale cambia il colore del pelo secondo le stagioni calde e fredde, viene indicato da Sant’Ambrogio come simbolo della Resurrezione.

La campana

La campana rappresenta la festa, la gioia con cui i fedeli celebrano la Pasqua e la Resurrezione di Gesù. Infatti durante il Venerdì Santo, in cui si ricorda la morte del Cristo, le campane di tutte le chiese rintoccano a lutto, mentre il  giorno di Pasqua le campane di tutte le chiese suonano a festa per annunciarne la Resurrezione con i loro rintocchi festosi.

Il cero

La luce della candela rischiara le tenebre, per questo, il cero è simbolo di Gesù che è la luce del mondo, che con la sua morte e la sua Resurrezione ha sconfitto il buio delle tenebre. Rappresenta la Resurrezione di Cristo e i fedeli che accompagnano in processione l’arrivo del cero in chiesa simboleggiano il nuovo popolo di Dio che segue Cristo risorto, Luce del mondo.

L'acqua

Elemento per eccellenza che purifica e il mezzo attraverso il quale si compie il battesimo. La notte di Pasqua è la notte battesimale per eccellenza, il momento in cui il fedele viene incorporato alla Pasqua di Cristo. E nelle altre domeniche in cui si compie questo sacramento, è come se si prolungasse e rinnovasse settimanalmente la domenica per eccellenza, quella di Pasqua.

Il fuoco

Nella tradizione cristiana, durante la notte di Pasqua viene acceso un fuoco fuori la Chiesa e intorno ad esso si raccolgono i fedeli, accendendo, proprio da quel fuoco, il cero pasquale. Il fuoco, simbolo fondamentale della liturgia cristiana, è la massima espressione del trionfo della luce sulle tenebre, del calore sul freddo, della vita sulla morte. Durante la Pasqua il fuoco raggiunge la massima celebrazione attraverso il rito del fuoco nuovo e dell’accensione del cero.

La croce

La croce è il simbolo stesso di Gesù e della Cristianità. Sotto l’Impero Romano, la croce era uno strumento di tortura dove il condannato veniva lasciato morire lentamente. Gesù, che viveva in una provincia romana, la Palestina, venne condannato a questa fine e dopo la Resurrezione il cristianesimo adottò questo oggetto di dolore e sofferenza e lo elesse a simbolo del proprio Credo.