Gerardo Ventrella con il figlio Samuele, morto a 25 anni nella notte fra sabato e domenica
Gerardo Ventrella con il figlio Samuele, morto a 25 anni nella notte fra sabato e domenica

Lido di Camaiore (Lucca), 5 agosto 2020 - «Volete sapere chi era mio figlio? Non era un drogato". Se potesse, Sonia Bottazzi lo urlerebbe al mondo. Non nasconde niente, i lati amabili e anche le fragilità di suo figlio Samuele Ventrella. Morto a 25 anni per un attacco cardiaco che gli inquirenti credono sia stato scatenato da un mix di droghe consumate in spiaggia. Consumate con il padre, Gerardo Ventrella. Anche lui ricoverato in ospedale in condizioni disperate.

"Ci siamo salutati venerdì – racconta Sonia – quando Samuele col cugino è salito sul treno e da Rivarolo è arrivato a Lido di Camaiore". Sceso in Versilia per trascorrere pochi giorni di vacanza a casa del padre. "Non riesco a immaginare che non tornerà più, che l’ho perso per sempre. L’ho voluto, l’ho amato e ne ho ammirato il coraggio e la generosità".

"Samuele – prosegue – voleva bene al suo papà. Erano legati, nonostante la distanza e la mia diffidenza". Sapeva chi era Gerardo, aveva letto quel libro in cui suo padre gli aveva raccontato tutto. Della morte sfiorata, del tunnel della dipendenza, del carcere, della voglia di riscatto. "E l’aveva accettato, perché mio figlio era buono – aggiunge la mamma –. Perché sapeva amare". Di quel maledetto sabato sera Sonia non sa nulla. "So che l’hanno trovato su un marciapiede, da solo. Che hanno provato a rianimarlo. So che sabato sera, mentre lui moriva, io l’ho sentito. E’ come se mi avesse chiamato", piange Sonia, aggrappandosi stretta alla fede e ai ricordi. "Era un bambino che ha visto in faccia le fragilità di un padre tossicodipendente. Era un adolescente che voleva sentirsi accettato. E a 25 anni era diventato un uomo solido, lavorava alla mola in un’azienda agricola. Aveva una casa e sogni semplici. Non era un drogato".
 

Martina Del Chicca
Isabella Piaceri
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