Malaria, cosa è e come si trasmette. Sintomi e cura

Malattia che in Italia è scomparsa dagli anni '50, i casi che si verificano sono legati a turisti che rientrano da paesi malarici

La malattia si trasmette all'uomo attraverso la puntura di zanzare del genere Anopheles (Foto Ansa)

La malattia si trasmette all'uomo attraverso la puntura di zanzare del genere Anopheles (Foto Ansa)

Firenze, 21 febbraio 2024 - Premessa d'obbligo. Il calciatore della Fiorentina, Christian Kouame ha contratto un virus malarico in Costa d'Avorio dove ha disputato e vinto la Coppa d'Africa con la sua nazionale. Non c'è nessun allarme a Firenze e nemmeno nel gruppo squadra della Fiorentina perché, come vedremo, il virus non è trasmissibile se non tramite le zanzare.

Il Ministero della Salute spiega però di che tipo di malattia si tratti e come si propaghi.

La malaria è una malattia infettiva causata da un protozoo, un microrganismo parassita del genere Plasmodium, che si trasmette all'uomo attraverso la puntura di zanzare del genere Anopheles. Le zanzare infette sono dette "vettori della malaria" e pungono principalmente tra il tramonto e l'alba.

La malaria costituisce un enorme problema sanitario mondiale ed è la principale causa di morbilità e mortalità in numerose nazioni. In Italia è scomparsa a partire dagli anni '50 e i casi di malattia che si verificano, comunque, ogni anno nel nostro Paese sono legati soprattutto ai turisti che rientrano da paesi malarici e all'immigrazione da tali Paesi.

Esistono quattro specie di parassiti che causano la malaria negli esseri umani:

Plasmodium falciparum, responsabile della malaria maligna o terzana Plasmodium vivax responsabile della terzana benigna Plasmodium ovale che provoca una forma simile di malaria terzana benigna Plasmodium malariae responsabile di una forma di malaria definita "quartana" a causa della caratteristica periodicità con cui si presenta la febbre.

La malaria si trasmette esclusivamente attraverso la puntura della zanzara Anopheles. L'intensità della trasmissione dipende da fattori connessi con il parassita, con il vettore, con l'ospite umano e con l'ambiente. Circa la metà della popolazione mondiale è a rischio di malaria.

Negli ultimi anni la diffusione della malaria nel mondo è stata notevolmente ridotta grazie all'attuazione di programmi di lotta e controllo promossi dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e, nel mese di aprile 2016, l'Ufficio Regionale Europeo dell'OMS ha comunicato agli Stati Membri l'eradicazione della trasmissione di malaria autoctona sul territorio della Regione Europea.

Nelle aree tropicali e sub tropicali, però, la malaria rappresenta ancora la più importante malattia trasmessa da vettori. Nell'ultimo rapporto sulla situazione mondiale della malaria, pubblicato sempre dall'OMS, vengono riportati 80 paesi e aree ancora con endemia malarica, circa 228 milioni di casi e 405 mila decessi (World Malaria Report, dicembre 2019).

Nei paesi non endemici la malaria continua ad essere la più importante malattia d'importazione, legata al numero crescente, sia di viaggiatori internazionali, sia di flussi migratori provenienti da aree endemiche.

I sintomi della malaria appaiono da 9 a 30 giorni dopo la puntura da parte della zanzara infetta e sono: febbre alta, mal di testa, vomito, sudorazioni e tremori, diarrea, dolori muscolari e tosse. Per curare la malaria si utilizza un gruppo di farmaci antimicrobici chiamati antimalarici. Esistono diversi antimalarici e vengono utilizzati a seconda dell'azione che hanno sui differenti momenti del ciclo riproduttivo del parassita nell'organismo umano.