Lupi in una foto Ansa
Lupi in una foto Ansa

Firenze, 27 gennaio 2017 - Un punto sembra mettere tutti d’accordo: i branchi di lupi e cani selvatici nei boschi toscani si sono moltiplicati in modo pericoloso. I dati dell’Università di Firenze e Coldiretti parlano di 108 gruppi riproduttivi (erano 72-73 nel 2013), con circa 600 animali. E i cani inselvatichiti, tornati a vivere nei boschi, hanno poi un doppio effetto negativo: la perdita d’identità genetica del ‘vero’ lupo e l’aumento degli attacchi al bestiame che mette in ginocchio la zootecnia toscana. Per anni si è parlato della necessità di contenere gli ‘ibridi’, senza però riuscire a incidere sul moltiplicarsi dei branchi. Così, due giorni fa, la Conferenza Stato-Regioni ha dato un primo via libera al nuovo ‘Piano per la conservazione del lupo’, voluto dal ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti. Si tratta del primo ok tecnico a un piano che dovrebbe essere approvato definitivamente il 2 febbraio. E fra le 22 misure ‘anti-lupo’ previste, la più forte (e subito attaccata da varie associazioni ambientaliste) è la possibilità di prevedere, in casi estremi e in presenza di un piano regionale approvato dal ministero, l’abbattimento fino al 5% della popolazione complessiva in Italia. Uccidere il lupo non è più un tabù.

Ed è facile prevedere che la Toscana possa rientrare a pieno nei "casi estremi". "Siamo favorevoli al piano – spiega l’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi – e vista la gravità della situazione, la misura dell’abbattimento controllato è da prendere in considerazione. In Toscana ci sono aziende in ginocchio e cittadini impauriti da attacchi sempre più frequenti anche di giorno".

"Oltre ai danni diretti per la perdita di capi - commenta Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana - gli allevatori subiscono anche quelli indotti, come diminuzione di latte dal bestiame impaurito. Abbiamo chiesto l’approvazione e l’immediato avvio del ‘Piano di conservazione del lupo’, ma anche di procedere a contenimento e controllo di cani vaganti e ibridi. Servono entrambe le azioni. Oltre a risorse complementari per la prevenzione e il superamento del tetto di 15mila euro in tre anni di risarcimenti ad azienda".

Il presidente di Confagricoltura Toscana Francesco Miari Fulcis ha appena evidenziato che "negli ultimi 30 mesi, con una spesa intorno al milione, siano stati catturati solo 10 esemplari di ‘ibrido’ in Toscana" e si riserva di valutare il Piano nazionale, prima di esprimersi sulla sua efficacia.