Prato, 8 maggio 2021 - E' iniziata questa mattina all'ospedale di Pistoia l'autopsia sul corpo di Luana D'Orazio, la giovane operaia morta lunedì mattina mentre stava lavorando all'Orditura Luana di Oste di Montemurlo, in provincia di Prato. Ad eseguire l'esame è il medico legale Luciana Sonnellini, incaricato dalla Procura. Ad affiancarla ci sarà anche il dottor Piliero, nominato dagli avvocati Alberto Rocca e Barbara Mercuri, i difensori dei due indagati per la morte di Luana.

Per lunedì invece è sata fissata la perizia tecnica ordinata dalla Procura della Repubblica di Prato sul macchinario in cui ha perso la vita Luana. Della perizia è stato incaricato un ingegnere che avrà il compito di fare chiarezza se c'e' stato un malfunzionamento del sistema di sicurezza dell'orditoio nel quale è stata risucchiata Luana oppure se c'è stata una sua manomissione. Uno dei punti su cui si sta concentrando l'attenzione degli inquirenti e' infatti legato al motivo per cui la saracinesca dell'orditoio sarebbe stata trovata sollevata. Proprio per questo motivo, infatti, sia la titolare dell'azienda che l'addetto alla manutenzione del macchinario sono stati indagati, oltre che per il reato di omicidio colposo, anche per rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.

Le indagini

La procura ha indagato la titolare dell’orditura, Luana Coppini, e il tecnico manutentore esterno all’azienda, Mario Cusimano. Le ipotesi di reato sono omicidio colposo e rimozione e omissione dolosa delle cautele antinfortunistiche. E’ proprio da questa seconda ipotesi che partirà il lavoro dei periti (della procura, della difesa e della famiglia) . Sì perché la protezione al macchinario era stata alzata, non c’era. Luana è stata inghiottita dai rulli senza che nessuno si accorgesse di nulla. E’ probabile che la ragazza si sia avvicinata per sistemare i fili nel momento iniziale della lavorazione degli orditi (la base da cui viene realizzata la tela).

Ma qualcosa deve essere andato storto. Il macchinario ha una cellula di sicurezza che dovrebbe bloccarlo quando qualcosa resta impigliato. Cellula che, a quanto pare, non avrebbe fatto il suo dovere nel momento in cui il gracile corpo di Luana è stato agganciato finendo dentro il rullo. Mancava la protezione e la cellula non ha funzionato. Saranno questi i due aspetti da cui partire per ricostruire la dinamica dell’incidente.

Chi ha tolto la protezione e perché? E’ stata Luana? E poi, essendo apprendista, poteva restare da sola a manovrare quel macchinario così complesso? Domande a cui solo le indagini potranno dare risposte. Luana lavorava nell’orditura da un paio di anni e sembra che conoscesse l’apparecchio, un Karl Mayer di fattura tedesca. Anche se già in passato aveva avuto qualche problema, come racconta la madre, Emma Marrazzo. "Mi aveva detto di aver sentito tirare la maglia e di essersela infilata subito nei pantaloni – ha raccontato – ’Non ti preoccupare mamma, sto attenta’, mi aveva rassicurato". Eppure è successo di nuovo ma questa volta Luana non ha avuto la stessa prontezza di riflessi. Intanto sabato sarà svolta l’autopsia che potrà dare le prime risposte.