Infermieri, non più eroi: “Stipendi da 1.400 euro, turni doppi e rischio aggressione”

Parla Nicola Lunetti, infermiere da 35 anni nell'azienda ospedaliera di Pisa e segretario toscano del sindacato Nursing Up

Nicola Lunetti
Nicola Lunetti

Firenze, 6 dicembre 2023 – Sono scesi in piazza a fianco dei medici e non sarà certo, dicono, l'unico sciopero né l'unica mobilitazione. A livello nazionale si sta cercando di aprire una trattativa, ma la strada è tutta in salita. Per la sanità toscana in generale, che ha finito le risorse per il 2023, e per chi nella sanità ci lavora. Gli infermieri, dunque, ma anche le ostetriche e tutti quei professionisti che sono stati considerati degli eroi durante il Covid, ma che, passata la tempesta, sono tornati nell'oblio. In Toscana mancano 5mila infermieri e quelli che ci sono hanno carichi di lavoro diventati insostenibili. Lo sa bene Nicola Lunetti, infermiere dell'azienda ospedaliera pisana e segretario generale del sindacato Nursing Up.

Cos'è che non va nella vostra professione?

«Siamo allo stremo. La nostra categoria è costretta a fare gli orari aggiuntivi per coprire i turni mancanti. Le liste di attesa si allungano, gli interventi quali la cataratta sono tutti rinviati a gennaio. La Regione ci ha detto, infatti, che sono finiti i soldi del bilancio 2023, per cui non ci pagherà l'anticipo sul nostro contratto, scaduto da un anno. Quindi, in sintesi, lavoriamo tanto e non ci viene riconosciuto economicamente, la sanità non funziona e i familiari dei pazienti se la rifanno con noi, che rischiamo tutti i giorni di essere aggrediti».

Lei lavora al pronto soccorso. Ci sono stati episodi simili?

«Il rischio è sempre molto elevato. Le faccio un esempio: qualche giorno fa il pronto soccorso di Cisanello era pieno di pazienti in barella che non si riuscivano a ricoverare perché i letti in ospedale erano tutti occupati. I familiari che aspettavano fuori erano infuriati. Qualcuno, alla fine, può anche avere una reazione più grave e aggredirci».

Quanto guadagna un infermiere?

«Lo stipendio base netto va sui 1.400-1500 euro e si alza con le varie indennità di turno festivo, di terapia intensiva e pronto soccorso, ma non è per tutti uguale. Sicuramente i nostri stipendi sono i più bassi d'Europa».

La carenza di organico è sotto gli occhi di tutti. Le liste di attesa sono lunghissime e le persone ricorrono alla sanità privata. Sono state fatte delle assunzioni di infermieri?

«Qualche giovane è arrivato, ma si tratta di infermieri appena laureati che non sono dipendenti dell'ospedale. Arrivano dalle agenzie interinali, ma senza fare né aver fatto un percorso di affiancamento. Sono assunti e 'buttati dentro', dove servono, allo sbaraglio».

Cosa chiedete alle istituzioni?

«Abbiamo mandato le nostre richieste al prefetto – e quindi per suo tramite al governo – e al presidente della Regione Toscana Giani. Per quanto riguarda la regione, sono otto le priorità per noi. Tra queste la revisione delle dotazioni organiche, le garanzie di sicurezza per chi lavoro nelle strutture sanitarie, l'indennità di esclusività aziendale il riconoscimento del lavoro usurante».