Il Pd ha riconfermato alle elezioni regionali del 2020 la leadership toscana
Il Pd ha riconfermato alle elezioni regionali del 2020 la leadership toscana

Firenze, 18 aprile 2021 - "Diciamoci la verità – esclama un dem senior di grande esperienza politica – La Toscana ha perso la verginità del primato. Quel sentirsi migliori di tutti, di essere meglio di tutte le altre regioni o di gran parte di esse. Non ha più la migliore sanità, il Covid ce lo dimostrato. Non ha più quel muro socioeconomico che respingeva le infiltrazioni mafiose. E se il Pd continua a mettere la testa nella sabbia e a nascondere i problemi, un altro settembre 2020 non ci sarà...". Come dire, la prossima volta la Toscana del centrosinistra non vince. "Sicuro, te lo metto per iscritto".

E’ vero, ha perso la verginità del primato, l’ex Toscana felix. E il potere che la guida non vuol rendersene conto. Il famoso "sistema di potere" come ha più volte urlato il centrodestra. Molti cittadini attendono ancora le scuse per i disagi e l’inefficienza della campagna vaccinale. Chiedere scusa non è più del Pd; fino a poco tempo fa si dava la colpa a Renzi che non ammetteva sbagli... ora non c’è più nemmeno lui tra i dem come capro espiatorio. Perso il primato della sanità, si è perso anche il primato della terra libera da infiltrazioni mafio se. Difficile ammetterlo se si pensa a quanto è avvenuto mercoledì in consiglio regionale. Fratelli d’Italia presenta una mozione per l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulle infiltrazioni mafiose in Toscana.

Una commissione che dovrebbe innalzare il muro istituzionale analizzando dati e ascoltando testimonianze. Potrebbe andare bene a tutti. Ebbene il Pd ha votato contro, Italia viva non ha partecipato al voto. Del Movimento 5 stelle Galletti non ha votato, Noferi ha votato sì. Come il centrodestra. Proposta bocciata. Perché? Se il problema esiste perché non affrontarlo con il giusto equilibrio? La proposta di commissione è stata rilanciata ieri dal consigliere regionale Marco Stella e dal responsabile sicurezza toscana Aldo Milone: "Non dimentichiamoci che nel secondo rapporto sui fenomeni di criminalità organizzata e corruzione curato dalla Scuola Normale di Pisa su commissione della Regione Toscana, c’è scritto nero su bianco che, escludendo Sicilia, Campania e Calabria, secondo le statistiche ufficiali negli ultimi tre anni la Toscana è la prima regione in Italia per numero di arresti e denunce con l’aggravante del metodo mafioso".

Fa rumore il silenzio del Pd toscano. Ci si affida alle formule come ’fiducia nella magistratura’. E chi non ce l’ha? E si accusa la destra di strumentalizzare. Sugli indagati (il consigliere regionale Pieroni e la sindaca Deidda)? Avranno modo di dimostrare l’estraneità dei fatti. Non si dice di più. Oppure si minimizza. Come avviene sui social. Sulla pagina della sindaca Giulia Deidda, che ha speso sei righe (meno dello spazio dedicato al mercato settimanale, della serie tutto scorre) per parlare della sua iscrizione sul registro degli indagati, compare la solidarietà della sindaca di Empoli, Brenda Barnini, ma anche quella del consigliere regionale Enrico Sostegni, e di Simone Gheri, direttore dell’Anci Toscana ed ex sindaco di Scandicci. Mentre fra i ’like’ di sostegno (ieri ce n’erano oltre seicento) spiccano quelli del presidente della Commissione Affari Istituzionali in Senato, Dario Parrini, e della assessora regionale Alessandra Nardini. Qualcuno su facebook ricorda a tutti commentando le attestazioni di solidarietà: "Ma le avete lette le intercettazioni?" e un altro è preoccupato per le zucchine che coltiva.