Il terrore corre sulla FiPiLi: "Quel ferro poteva uccidermi"

L’automobilista, che vive che e lavora a Livorno, si è visto piombare nell’abitacolo il pezzo di un semirimorchio. Il suo racconto shock: "Sono vivo per miracolo"

L'auto colpita dal pezzo di ferro sulla FiPiLi
L'auto colpita dal pezzo di ferro sulla FiPiLi

Empoli, 1 aprile 2023 – Cofano ammaccato, parabrezza in frantumi e un pezzo di ferro che sfonda l’abitacolo per atterrare sul sedile del passeggero. Per una conta dei danni precisa è presto, ma quel che è certo è che l’auto di Alberto Evangelisti , originario di Arezzo ma che vive e lavora a Livorno, al momento è dal carrozziere e che "ci vorranno almeno cinquemila euro per riportarla in carreggiata".

L’impatto è stato violento. E’ successo tutto in una manciata di secondi giovedì mattina sulla FiPiLi, direzione mare, all’altezza dello svincolo Empoli Est.

"Mi sono visto piombare addosso un pezzo di ferro. Volava dalla carreggiata opposta. Un oggetto pesante che si è schiantato a una velocità di 90 chilometri orari sul vetro della mia auto. Ho cercato di non inchiodare, per paura che potessero tamponarmi. Guardando quei 6 chili di ferro nel sedile accanto al mio ho realizzato se ci fosse stato un passeggero, non ne sarebbe uscito vivo. Per quanto mi riguarda, è stata una questione di centimetri. Se il pezzo fosse atterrato a soli 20 centimetri più a destra non sarei qui a raccontarlo".

E’ lo stesso Evangelisti, fortunatamente illeso, a ricordare quei momenti. L’uomo percorre spesso la superstrada e come di consueto anche l’altra mattina stava viaggiando a bordo della sua Mercedes.

"E’ stato il mio giorno fortunato. Mi sento un miracolato", racconta. Per capire meglio la dinamica, Evangelisti ha lanciato un appello sui social che in poche ore è diventato virale. Tanti i messaggi di indignazione e di solidarietà, ma anche le informazioni utili fornite dagli utenti. "Ringrazio tutte le persone che mi hanno scritto aiutandomi a capire che pezzo potesse aver impattato la mia auto".

Enigma risolto: si tratterebbe di un piedino semovente di un semirimorchio che probabilmente si è staccato da un camion in transito senza che il conducente se ne potesse accorgere.

Tra i commenti anche quelli di chi ha vissuto esperienze simili. "Una volta anche io il pezzo di lamiera me lo sono trovato davanti nonostante andassi piano. Risultato? Radiatore rotto" commenta un "Dannato della FiPiLi”.

E ancora. "In direzione Firenze ho investito uno di questi pezzi di metallo danneggiando la macchina: due pneumatici esplosi e un cerchione squarciato".

Non un caso isolato, dunque. Su eventuali denunce e richieste danni, la faccenda non è delle più semplici. Se non ci sono testimoni, non c’è una controparte, non si può risalire al proprietario della lamiera volante. Oltre al danno, la beffa, se davvero Evangelisti dovesse sostenere di tasca propria le spese di ripristino del parabrezza. "Spero di risolvere la situazione con l’assicurazione, ma il lato economico passa in secondo piano quando hai salva la pelle".

Ylenia Cecchetti