Firenze, 17 settembre 2021 - Dal 15 ottobre il green pass diventerà obbligatorio nei luoghi di lavoro pubblici e privati. Per gli inadempienti non ci sarà il licenziamento, ma la sospensione dello stipendio.

Lo ha deciso all'unanimità il Consiglio dei Ministri odierno. La ministra per gli Affari regionali, Maria Stella Gelmini, fissa l'asticella: "Mancano all'appello 5 milioni di italiani".

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Ad oggi circa 40 milioni di italiani hanno completato il ciclo vaccinale. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, confida che "entro fine settembre avremo vaccinato l'80% della popolazione vaccinabile, esclusi quindi gli under 12.

Attualmente siamo al 74,92%". Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, afferma in Cdm: "Questo decreto è per continuare ad aprire".

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Ma ecco cosa c'è da sapere:

  • Le misure entrano in vigore dal 15 ottobre Si applicano a tutti i lavoratori delle Amministrazioni pubbliche e del settore privato.
  • Previste sanzioni: da 600 a 1500 euro per i lavoratori e da 400 a 1000 euro per i datori di lavoro.
  • Controlli a carico dei datori di lavoro.
  • Disponibilità a riesaminare le misure di distanziamento e valutare l'aumento della capienza per i luoghi che ospitano attività culturali, come cinema e teatri, e sportive. In merito il Cts si esprimerà entro il 30 settembre
  • Organi costituzionali: anche Quirinale, Camera, Senato e Corte Costituzionale sono invitati ad adeguare il proprio ordinamento alle nuove disposizioni
  • Tamponi calmierati: obbligo alle farmacie di test antigenici rapidi a prezzi contenuti.
  • Gratuità dei tamponi per coloro che sono stati esentati dalla vaccinazione.

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Tamponi, prezzi calmierati

Per non penalizzare ulteriormente chi non vorrà o non può vaccinarsi, il decreto introduce i tamponi a prezzo calmierato per tutti nelle farmacie che hanno aderito al protocollo d'intesa: gratis per chi non si può vaccinare, 8 euro per i minori e 15 euro per tutti gli altri. Nella bozza è prevista per le farmacie che non rispettano i prezzi una sanzione da mille a 10mila euro e il prefetto potrà disporre anche la chiusura dell'attività per 5 giorni.

La modalità dei controlli a lavoro

Il governo ha previsto che a verificare se i lavoratori sono in possesso del green pass, sia nel pubblico che nel privato, dovranno essere i datori di lavoro ai quali spetta inoltre il compito di definire, entro il 15 ottobre, le «modalità operative per l'organizzazione delle verifiche», che potranno essere anche a campione. Ci dovrà essere un responsabile incaricato degli accertamenti che, in via prioritaria, dovranno essere eseguiti al momento dell'accesso. La validità del green pass potrà essere verificata, nel privato, con la app VerifiCa19 mentre nel pubblico il premier, su proposta dei ministri per la pubblica amministrazione e della salute, potrà definire delle linee guida "per la omogenea definizione delle modalità organizzative".

Salvini: "Il green pass non deve complicare la vita"

"Il green pass serve per aprire e lavorare, non per complicare la vita agli italiani. Ricordo che ora il tampone durerà tre giorni e stiamo combattendo come Lega per ottenere tamponi rapidi gratuiti per chi ha minori, disabili, anziani che non possono fare vaccino o sotto un certo reddito". Lo ha detto il leader leghista, Matteo Salvini, a Dritto e Rovescio, su Rete4.

Letta: "Pd coerente"

"Bene il Green Pass obbligatorio. Noi sempre coerenti. I risultati, in politica, si giudicano sempre alla fine". Lo scrive il segretario Pd, Enrico Letta, su Twitter.

Per i magistrati non c'è decadenza

Non dovrebbe passare tra le norme sull'obbligo del Green pass la disposizione che comporterebbe per i magistrati la decadenza dall'incarico dopo 15 giorni. La norma, spiegano fonti di governo, compariva in una bozza del decreto ma non dovrebbe comparire nella versione finale. La decadenza sarebbe stata effetto di un rinvio a una norma già vigente secondo la quale dopo 15 giorni di assenza ingiustificata il magistrato decade dall'incarico.

La sospensione dello stipendio

Per chi non ha il pass sono previste una serie di sanzioni: nel pubblico, dopo 5 giorni di assenza ingiustificata, scatterà la sospensione del rapporto di lavoro e dunque dello stipendio mentre nel privato la sospensione sarà immediata. In ogni caso, precisa il decreto, "senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro". Per i datori di lavoro che non effettuano i controlli sono previste inoltre sanzioni da 400 a mille euro, mentre dipendenti pubblici, privati e autonomi che verranno sorpresi in un luogo di lavoro senza il pass rischiano una sanzione da 600 a 1.500 euro.