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12 apr 2022

Giornata mondiale del bacio: nacque il 13 aprile 1990

Record, curiosità e benefici sull’arte del bacio, che abbassa la pressione, agisce come antirughe e pare allunghi la vita fino a 5 anni

12 apr 2022
maurizio costanzo
Cronaca
Il bacio iconico tra un marinaio e un’infermiera a New York, 1945 (foto Ansa)
Il bacio iconico tra un marinaio e un’infermiera a New York, 1945 (foto Ansa)
Il bacio iconico tra un marinaio e un’infermiera a New York, 1945 (foto Ansa)
Il bacio iconico tra un marinaio e un’infermiera a New York, 1945 (foto Ansa)

Firenze, 13 aprile 2022 - Se le mascherine hanno per tanto tempo oscurato labbra e dissuaso tenerezze, oggi è il giorno giusto della rivincita: il 13 aprile si celebra infatti il World Kissing Day, ossia la Giornata mondiale del bacio.

Questa data venne fissata per ricordare il bacio più lungo della storia, che una coppia thailandese si è scambiata vincendo il ‘Kissathon’, prima baciandosi per 46 ore, 24 minuti e 9 secondi, e poi superando il proprio stesso record, il 14 febbraio del 2013, arrivando a 58 ore, 35 minuti e 58 secondi. In Inghilterra questa ricorrenza si festeggia dal 1990 ma il 6 luglio, negli Usa il 22 giugno e in India la vigilia di San Valentino, il 13 febbraio, anche se in questo Paese risulta vietato baciarsi prima del matrimonio, regola che però si sta man mano perdendo. Dal punto di vista scientifico, baciare impegna ben 34 muscoli facciali, 112 muscoli posturali e circa 80 milioni di batteri. Dal punto di vista artistico, il bacio è stato immortalato nella celebre scultura di Rodin, nel dipinto di Klimt, da Francesco Hayez che ha fermato su tela uno romantico ottocentesco. Ha ispirato uno dei versi più noti del Cyrano de Bergerac, in cui Edmond Rostand scrive: “Che cos’è mai un bacio? Un apostrofo rosa tra le parole t’amo”. E la foto datata 14 agosto 1945, che vede un marinaio e un’infermiera baciarsi appassionatamente a Times Square, in una New York in festa per la fine della seconda guerra mondiale, è diventata un’icona.

Un po’ di numeri. Nella nostra vita ci scambiamo circa 100mila baci e sempre secondo alcuni studi, italiani e francesi si bacerebbero in media 7 volte al giorno, tedeschi e svedesi solo 4. Il 65% delle persone, per baciarsi, inclina la testa a destra. Quanto ai baci tra gli amici, in Francia se ne danno 2, 3 o 4 a seconda della regione, in America mai sulla guancia, in Germania giusto un timido accenno, a Rio de Janeiro uno solo ma a San Paolo due. Due anche in Italia e in Ungheria, in Austria resiste persino il baciamano, in Sudan c’è la credenza che la bocca sia la finestra dell’anima e che tramite un bacio la propria anima possa essere addirittura rubata.

Perché baciarsi? Per tanti motivi, anche sociologici: è stato dimostrato infatti che le società più complesse risultano quelle in cui ci si bacia più spesso. Ma soprattutto il bacio ha un potere benefico per la salute: abbassa la pressione, diminuisce lo stress, rinforza il sistema immunitario e pare agisca anche come potente antirughe. Il primo bacio non si scorda mai: secondo un sondaggio il 78% delle donne lo ha definito uno dei momenti più importanti della propria giovinezza e ricorda esattamente tutto di quel momento: l’emozione, il partner e il luogo. Ma non ci sono solo i baci delle coppie innamorate, anche quelli destinati ai propri figli - il bacio della mamma al primo posto - , seguiti da quelli della buonanotte e quelli al proprio animale domestico. Gesto romantico per eccellenza, il cinema lo ha immortalato in scene cult: indimenticabile quello di  Rose e Jack in Titanic, il bacio in Ghost e in Colazione da Tiffany, e su tutti Lilli e il Vagabondo nella famosa cena a base di spaghetti. E per chi non è ancora convinto, sappia che alcune ricerche hanno dimostrato che baciarsi di frequente ha il potere di allungare la vita fino a 5 anni. Baciare per credere.

Nasce oggi

Samuel Beckett nato il 13 aprile 1906 a Foxrock, Irlanda. Drammaturgo, poeta, scrittore e sceneggiatore, è stato autore di opere capolavoro come ‘Aspettando Godot’, pietra miliare del teatro dell’assurdo. Nel 1969 venne insignito del Premo Nobel per la letteratura. Ha scritto: “Tutti siamo nati matti. Qualcuno lo rimane”.

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