Il complesso di Sant'Orsola, progetto
Il complesso di Sant'Orsola, progetto

Firenze, 19 gennaio 2021 - Il complesso monumentale di Sant’Orsola rinascerà e avrà una nuova vita. È stato infatti presentato il progetto Artea per la valorizzazione dell’ex convento. Ma come rinascerà questo luogo storico? Ecco il progetto nel dettaglio.

 

In via prioritaria, Sant’Orsola ospiterà strutture di interesse pubblico volte a fornire nuovi servizi agli abitanti del quartiere e della città: una scuola di istruzione superiore,  laboratori di artisti, un’area fitness e benessere, una ludoteca, uno spazio museale/eventi nell’ex cappella dove si trova probabilmente la tomba della Monna Lisa, un giardino urbano, un centro business e conferenze. Inoltre, Sant’Orsola disporrà anche di alcune strutture private: negozi, ristoranti, luoghi di accoglienza dell’artigianato che valorizzano l’eccellenza italiana, servizi vari, una foresteria dedicata principalmente ai diversi usi di Sant’Orsola. Tutte le strutture e i servizi offerti mirano a soddisfare il più possibile le esigenze e i desideri dei suoi visitatori. Così, chiunque soggiorni a Sant’Orsola potrà: incontrarsi e condividere, imparare e lavorare, lasciarsi ispirare e divertirsi, mangiare e riposare. Sant’Orsola sarà un progetto dalle molteplici attività, che dovrà trovare un equilibrio finanziario attraverso le sue diverse componenti. Il progetto ha lo scopo di valorizzare il potenziale del Complesso di Sant’Orsola, come vero volano per la rinascita verso il futuro.

 

 

Sedotta dalla particolare atmosfera e dall’ambiente che regna a Sant’Orsola, Artea si ispirerà alle molteplici trasformazioni dell’edificio nel corso dei secoli per progettare un restauro che rispetti l’identità del luogo e lo valorizzi in ogni aspetto. L’attenta progettazione dei suoi spazi interni combinerà finiture e materiali ispirati alla natura, combinando il grezzo e il raffinato. Il materiale storico e d’antiquariato trovato appositamente per Sant’Orsola offrirà al visitatore un vero e proprio  legame con il suo ambiente donandogli piacere nel soffermarvisi. L’atmosfera permetterà ai visitatori di tornare all’essenza dell’edificio e di sentire la forza della sua storia. Si tratterà anche di ridare vita a Sant’Orsola grazie alle attività e alle diverse esperienze culturali e artistiche che verranno proposte. Tutti i servizi saranno strutturati intorno ai cortili di Sant’Orsola: il Cortile della Spezieria tornerà all’originaria funzione di produzione di erbe medicinali e aromatiche oltre alla coltivazione di ortaggi di stagione che verranno lavorati e venduti/messi a disposizione in loco. Il Cortile dell’Orologio sarà lo spazio pubblico per eccellenza e il punto centrale del Complesso di Sant’Orsola. In particolare, sarà il punto d’ingresso di atelier d’artisti, negozi, una ludoteca e un ristorante. Il cortile sarà anche luogo di eventi per organizzare ad esempio concerti di musica classica. Il Cortile del Tabacco sarà l’ampliamento dello spazio museale/eventi. Infatti, la sala dove si trovava una delle due ex chiese che probabilmente ospitava la tomba della Monna Lisa sarà valorizzata e aperta al pubblico durante il giorno; potrà anche ospitare eventi culturali. Ai piani superiori ci saranno aree per seminari, scuola di istruzione superiore, il coworking e gli alloggi dedicati alle varie funzioni sotto forma di foresteria. Per garantire che questo progetto si adatti pienamente al quartiere, la ristrutturazione di Sant’Orsola sarà accompagnata da una riqualificazione dei dintorni, in particolare delle vie Panicale, Taddea, Sant’Orsola e Guelfa. Sant’Orsola è vicina al Mercato Centrale di Firenze, alla Basilica di San Lorenzo e a Piazza San Marco, ed è destinata a diventare un punto di riferimento immancabile per il centro storico di Firenze. Questo progetto, per il quale Artea sta effettuando un investimento significativo, sarà finanziato in parte con fondi propri della società e in parte da un pool bancario. A questo proposito, il Gruppo è in rapporto con diverse banche locali interessate a sostenere questo progetto. 100% italiano, il progetto di riabilitazione di Sant’Orsola sarà gestito dalla società Artea Italia, attualmente in fase di creazione. Pertanto, tutte le squadre che lavoreranno in questo complesso saranno italiane. Durante i lavori, ci saranno fino a 100 lavoratori in cantiere. Quando aprirà, il complesso creerà più di 50 posti di lavoro a tempo pieno. Questo team, che Artea costituirà, farà dell’ex convento un luogo dinamico, stimolante e significativo, e permetterà a utenti e visitatori di “vivere l’esperienza di Sant’Orsola”. Dopo la fase di ottenimento delle autorizzazioni amministrative e dei lavori in corso da parte della Città Metropolitana di Firenze, Artea entrerà in possesso dei luoghi entro e non oltre la primavera del 2022 e darà inizio ai lavori per un periodo che sarà compreso tra i due e i tre anni. Con il progredire dei lavori, Sant’Orsola sarà svelata alla cittadinanza e offrirà una ricchezza di prospettive, itinerari, scorci, dettagli e testimonianze architettoniche. Questo riaffermerà giorno dopo giorno la volontà comune della città metropolitana di Firenze e di Artea di fare di questo antico convento un luogo eccezionale nel cuore della città e del suo tempo. Il progetto, introdotto dal sindaco Dario Nardella, è stato presentato da Philippe Baudry, Ceo del gruppo Artea, e l’architetto Carlo Bandini. Presente Monica Marini, consigliera della Metrocittà delegata al Patrimonio. In collegamento l’assessora all’Urbanistica del Comune di Firenze Cecilia Del Re, il Presidente della Commissione urbanistica di Palazzo Vecchio Renzo Pampaloni e il Presidente del Q 1 Maurizio Sguanci.

 

 

La storia. Il complesso monumentale di Sant’Orsola affonda le sue origini agli albori del XIV secolo, quando viene fondato come convento femminile benedettino, satellite della vicina chiesa di San Lorenzo. Nel XV secolo viene fortemente ampliato con l’insediamento delle suore francescane. Per tutto il rinascimento gli ampliamenti proseguono in maniera continuativa, con il completamento sostanziale del fronte su l’attuale via Sant’Orsola, angolo via Taddea. Poi diversi secoli senza sostanziali ampliamenti o modifiche. Ai primi del XIX secolo, in piena era napoleonica, il convento cessa la sua funzione religiosa ed inizia la sua fase laica. Durante tutto l’800 subisce notevoli ampliamenti intorno al Cortile dell’Orologio, oltre ad adattamenti per le nuove funzioni civili (scuola di equitazione, manifattura tabacchi, ricovero per sfrattati). Negli anni ’80 del secolo scorso si verificano i più ampi e per certi versi devastanti interventi, volti a trasformarlo nella futura sede della Guardia di Finanza. Gli interventi, però, vengono abbandonati a metà degli anni ’80.

 

Artea è la contrazione di due parole latine: Arte e Area. Questo marchio porta nel suo nome l’ambizione di dare vita a progetti nel cuore dell’arte e della storia. Da qui la risposta alla domanda: perché Artea è in grado di realizzare questo magnifico progetto di ristrutturazione del complesso di Sant’Orsola così come definito nel bando di valorizzazione. Questa visione, e la competenza storica di Artea, le conferiscono la legittimità per realizzare operazioni complesse come la valorizzazione di Sant’Orsola. L’obiettivo comune è che un domani chiunque possa trarre dalla visita di Sant’Orsola un’esperienza unica e abbia l’occasione di riscoprire il cuore storico di questo luogo unico.  Nell’affrontare l’incarico del progetto di Sant’Orsola, si è subito pensato di organizzare un team di lavoro che possa coprire tutti i molteplici aspetti e le complessità che un intervento del genere comporta, con particolare attenzione agli aspetti di analisi storica dell’edifico, alla tipologia dell’intervento di recupero e restauro e alle implicazioni strutturali e impiantistiche che la valorizzazione comporterà. In qualità di designer e arredatore d’interni con sede a Londra, il lavoro di Geraldine Dohogne è alimentato dall’istinto e dall’emozione, così come un ritorno ai valori fondamentali.  Fin dalla prima visita del luogo, quasi due anni fa, Artea è stata sedotta dalla bellezza e dalla poesia del luogo. Questo complesso di 17 000 m2 ha uno straordinario potenziale, in particolare grazie alla sua organizzazione intorno a tre cortili principali, veri luoghi di aggregazione urbana. Non si tratta di un’operazione classica, ma di un progetto pubblico-privato essenziale. Sant’Orsola è infatti un gioiello caro al cuore dei fiorentini, ed è per questo che Artea ha immaginato un progetto 100 per cento fiorentino dove Sant’Orsola si apre alla città. Così, in accordo con il Comune e in conformità con il bando di valorizzazione, è stato ideato un programma di funzioni miste, che combina servizi di interesse pubblico e privato.

 

Maurizio Costanzo