Elisa Amato e Federico Zini
Elisa Amato e Federico Zini

San Miniato (Pisa), 26 maggio 2018 - Elisa e Federico, una storia come tante che inizia gonfia d'amore e di progetti e che però col passare del tempo può lacerarsi giorno dopo giorno fino a interrompersi. Il loro cammino insieme si era fermato circa un anno fa. Una fine che Federico Zini non aveva  mai accettato e che nella sua mente era diventata un'ossessione, un'ossessione talmente potente da indurlo a uccidere Elisa Amato e a volgere poi la pistola contro se stesso. Federico aveva più volte tentato di riallacciare i rapporti ma non c'era mai riuscito. Per Elisa quella storia era finita ed archiviata.

Le loro giovani vite, 30 anni lei, 25 lui, si sono interrotte bruscamente all'alba di un sabato mattina di maggio in un parcheggio di San Miniato. Elisa viveva a Galciana, una frazione nel cuore di Prato, nella città laniera si era diplomata al all'istituto Gramsci-Keynes per poi proseguire gli studi universitari a Pisa. La ragazza da circa un anno lavorava a Firenze nel negozio di abbigliamento Dixie. Elisa nel tempo libero faceva anche volontariato alla Pubblica Assistenza 'L'Avvenire' di Prato.

Federico, originario di San Miniato, da qualche mese era un attaccante del Tuttocuoio, squadra di calcio che milita in serie D. Zini aveva iniziato la sua carriera nelle giovanili dell'Empoli come attaccante. Dopo alcune esperienze in Lega Pro e in serie D, aveva deciso di cercare fortuna all'estero ed era andato a giocare anche in Mongolia, a Malta, nelle Filippine e in Bulgaria, prima di rientrare in Italia, dopo un brutto infortunio. E proprio dopo l'infortunio che lo aveva lasciato fermo 14 mesi aveva creato la pagina Instagram “Unpalloneperilsorriso” dove venivano messe all'asta le maglie dei calciatori il cui ricavato andava in beneficenza a favore di 'Make a Wish'. “Quando frequenti molti ospedali – raccontava Federico al giornale online 'Gol di Tacco' - e vedi tantissime persone che sorridono, anche se hanno problemi più seri del mio, ho avuto l’idea di far qualcosa per regalare sorrisi. Ho deciso quindi di unire la mia passione per il calcio alla beneficenza. Volevo riuscire a dare qualche sorriso in più a questi bambini”.

"Un ragazzo solare, generoso e senza alcun senso di squilibrio. Una tragedia immane". Lo descrive così Paola Coia, presidente del Tuttocuoio. "L'ultima volta che ho visto Federico - racconta Coia - è stato giovedì. Abbiamo parlato del rinnovo del contratto sul quale eravamo d'accordo e di un'iniziativa con i bambini, che sarebbe dovuta partire il prossimo mese di giugno e per la quale lui aveva dato massima disponibilità. Inoltre, sempre in settimana, era stato a cena con alcuni compagni di squadra". Il presidente, che era a conoscenza della fine della relazione con l'ex, sottolinea che il 25enne "non aveva dato nessun segno di squilibrio". "Non si è mai isolato anzi, era l'anima del gruppo e, nonostante il fatto che venisse da un infortunio e che un altro gli era capitato durante la stagione, non ha mai mollato. Per questo motivo il mio capitano, a fine campionato, mi disse 'non possiamo non avere in squadra uno come lui".

Il 9 maggio Zini dedica un post a uno dei suoi compagni di squadra: "Un amico, un fratello, un compagno di tante avventure. Grazie per avermi sopportato e supportato, grazie per essermi sempre stato vicino". Poi spuntano le foto a Londra l'8 giugno 2017, abbracciato a Elisa alla quale dedica frasi di canzoni. Frammenti di vita. 

Ma sono i profili Facebook di Elisa e Federico a raccontare molto di loro. Narrano il loro amore, la partenza di Federico per terre lontane dove trovare fortuna nel pallone, immortalano vacanze insieme, sorrisi, selfie e un grande amore per i loro cani, Zarina la cagnolona di Elisa e Oliver l'amico a quattro zampe di Federico. Poi, da svariati mesi, le foto di coppia hanno lasciato il posto a scatti singoli. Ma nulla che potesse far pensare a rancori o segni di depressione che potessero poi sfociare nel drammatico gesto del ragazzo. In particolare, il profilo di Zini mostrava post dei recenti festeggiamenti nello spogliatoio del Tuttocuoio che aveva appena raggiunto la salvezza nel campionato di serie D.

Serena Valecchi