Controlli nelle discoteche
Controlli nelle discoteche

Viareggio, 5 novembre 2019 -  Si va dalla contestazione alla condivisione di alcuni punti o di tutta la proposta. Su due aspetti c’è molta concordanza: sì incondizionato per l’installazione di defibrillatori ma le norme complessive del progetto ‘safe dance’ rischiano di essere inapplicate perché potrebbero violare la privacy e le leggi ordinarie. Proprietari e gestori di importanti discoteche della Toscana commentano, con differenti punti di vista, il progetto del presidente della terza commissione regionale Stefano Scaramelli che vuole portare in approvazione in aula un piano in cinque punti: limite di orario alla musica, defibrillatori obbligatori, nuova formazione della security, trasporto collettivo, controlli anti alcol e anti droga.

DROGA E LOCALI, SMETTIAMOLA CON LE IPOCRISIE (di A. Pini)

DISCOTECHE, SI CAMBIA. ALLE 4 SCATTA LA CHIUSURA

DISCOTECHE, PARLA CECCHETTO. "SERATE SICURE, ORA BASTA ANNUNCI"

Netto e inequivocabile il no al progetto del presidente regionale del sindacato locali da ballo Silb-Confcommercio Alessandro Trolese, anche presidente provinciale di Pisa. “Chi ha avanzato questa proposta di legge ha come obiettivo della mera propaganda. Meglio sarebbe stato utilizzare idee e tempo per predisporre leggi che limitino lo spaccio di stupefacenti con pene certe e dure perché chi vende droga è un mercante di morte. Invece si sceglie la strada della demagogia e non si combatte chi svolge attività illecita o abusiva”.

Trolese entra nello specifico. “Il gestore per legge non può imporre controlli anti alcol o anti stupefacenti, l’orario più o meno lungo è un falso problema se rapportato al tema sicurezza. Bisogna invece far capire ai ragazzi che sballarsi è qualcosa di profondamente sbagliato e noi faremo sempre la nostra parte. Come la facciamo nella formazione della security. Tutti hanno personale qualificato e preparato. Chi non lo fa deve essere giustamente sanzionato. Sono naturalmente d’accordo per i defibrillatori”.

La Versilia è una capitale nazionale dell’intrattenimento e qui le posizioni sono abbastanza variegate. A rendere tutto più difficile ad esempio l’orario, come sottolinea Mario Cambiaggio amministratore unico del Twiga. “Da noi a Marina di Pietrasanta è previsto l’alt alla musica alle 4, al Forte alle 5 e al Cinquale alle 6. Dare uno stop unico sarebbe giusto perché eviterebbe le migrazioni molto pericolose. Quest’estate è stato introdotto l’uso volontario dell’etilometro ma non è stato un successo e noi non possiamo imporre niente. Lavoriamo piuttosto nell’educare i ragazzi a non arrivare già sballati”. Gherardo Guidi, storico proprietario della Capannina del Forte, invoca una legislazione che sia unica a livello nazionale. “Sono per la chiusura alle 4. Per la sicurezza nel locale noi abbiamo un personale preparato per affrontare ogni emergenza e che è capace di usare anche i defibrillatori. L’importante è che tutti adottino la stessa linea”. Per quanto riguarda i controlli anti- sballo Giuliano Angeli gestore della Bussola di Focette auspica una obbligatorietà che sia gestita dalle forze dell’ordine.

“Noi non possiamo imporre nulla. Gli orari? Io sarei per iniziare prima e chiudere prima”. Chi è totalmente d’accordo sulla proposta di legge regionale avanzata da Scaramelli è Alessandro Salani, amministratore della società che gestisce il Dadamaino di Pieve a Nievole alle porte di Montecatini. “Siamo favorevolissimi anche perché in parte i punti salienti del progetto li stiamo già applicando vedi i controlli serrati per evitare la somministrazione di alcol ai giovani, alla formazione del personale oltre che per la sicurezza in generale. E’ evidente come sia necessario il pieno rispetto della privacy. L’orario? La proposta delle 4 è giusta”. Niccolò Armaroli, gestore dello storico Yab di Fireze, invoca una legislazione univoca nazionale. “Per la chiusura le 4.30 è l compromesso più giusto. Sì naturalmente ai defibrillatori e a un costante dialogo sia con gli amministratori che con le forze dell’ordine”.