Ci sono ancora regole da seguire per chi ha il covid? La guida

Sono decadute le misure previste per i positivi. Negli ospedali la protezione non è obbligatoria, ma fortemente raccomandata

Una vaccinazione covid

Continuano ad essere tanti i casi di influenza e Covid in città

Firenze, 27 dicembre 2023 - Un’esplosione di casi di Covid. Ma ci sono ancora delle regole da seguire? La risposta è no. Pertanto, alla base dei nostri comportamenti ci deve assolutamente essere il buon senso. Vediamo che sempre più persone usano la mascherina sui mezzi pubblici, al supermercato e generalmente nei luoghi chiusi. Negli ospedali la protezione non è obbligatoria ma fortemente raccomandata.

Covid, 2200 casi in una settimana

È dallo scorso agosto che il Ministero della Salute ha sospeso la misura dell'isolamento per le persone risultate positive ad un test diagnostico molecolare o antigenico per SARS-CoV-2 e le misure restrittive per coloro che sono venuti a contatto con persone positive d un test diagnostico molecolare o antigenico per SARS-CoV-2.

Cosa fare se si è positivi

Le persone risultate positive ad un test diagnostico molecolare o antigenico per SARS-CoV-2 non sono più sottoposte alla misura dell’isolamento.

Si raccomanda, comunque, di osservare le medesime precauzioni valide per prevenire la trasmissione della gran parte delle infezioni respiratorie.

È dunque consigliato indossare un dispositivo di protezione delle vie respiratorie (mascherina chirurgica o ffp2) se si entra in contatto con altre persone. Se si è sintomatici, è importante rimanere a casa fino al termine dei sintomi.

Bisogna poi fare una corretta igiene delle mani ed evitare gli ambienti affollati. Fondamentale evitare il contatto con persone fragili, immunodepresse, donne in gravidanza, ed evitare di frequentare ospedali o Rsa (residenze sanitarie assistenziali).

Questa raccomandazione assume particolare rilievo per tutti gli operatori addetti all’assistenza sanitaria e socio-sanitaria, che devono quindi evitare il contatto con pazienti a rischio.

È buona norma poi informare le persone con cui si è stati in contatto nei giorni immediatamente precedenti alla diagnosi, se anziane, fragili o immunodepresse. E naturalmente contattare il proprio medico.

Che fare in caso di contatti con un caso di Covid-19?

Anche in questo caso non c’è niente da fare. Le persone che sono venute a contatto con casi Covid-19 non devono seguire nessuna misura restrittiva. Il Ministero della Salute raccomanda comunque che pongano attenzione all’eventuale comparsa di sintomi compatibili con quelli del Covid-19 (febbre, tosse, mal di gola, stanchezza) nei giorni immediatamente successivi al contatto. Nel corso di questi giorni è opportuno che queste persone evitino il contatto con persone fragili, immunodepresse e donne in gravidanza. Se durante questo periodo si manifestassero sintomi compatibili con quelli del Covid-19 è raccomandata l’esecuzione di un test antigenico, anche autosomministrato, o molecolare per SARS-CoV-2.

Il periodo di contagiosità

Studi recenti suggeriscono che un caso può essere contagioso già a partire da 48 ore prima dell'inizio della comparsa dei sintomi, che potrebbero anche passare inosservati, e fino a due settimane dopo l'inizio dei sintomi. La possibile trasmissione asintomatica o pre-sintomatica dell'infezione è una delle maggiori sfide per contenere la diffusione del SARS-CoV-2 e indica la necessità di mettere rapidamente in quarantena i contatti stretti dei casi per impedire l'ulteriore trasmissione dell'infezione.

Il periodo di incubazione

Le più recenti stime suggeriscono che il periodo di incubazione (intervallo di tempo tra esposizione e insorgenza di sintomi clinici) medio sia di 5-6 giorni, ma può variare molto da un caso all'altro.