coronavirus
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Firenze, 4 aprile 2020 - Al termine della quinta settimana di emergenza in Toscana si delinea più dettagliatamente l'identikit dell'attacco virale. Una settimana caratterizzata dal via delle Unità speciali a domicilio, dalla sperimentazione dei test sierologici e delle scoppio di casi positivi in molte, troppe, Residenza sanitarie assistite della regione. 

LE 'BOMBE' RSA 

Proprio nelle Rsa è partito uno screening di massa per intercettare al più presto, dopo diversi tragici decessi, i contagiati. Da capire il motivo delle 'bombe' Rsa. Sottovalutazione del pericolo del contagio su categorie deboli quali gli anziani già malati cronici oppure un allarme scattato dall'interno delle strutture troppo tardi?  

I TAMPONI

L'equazione abbiamo imparato a conoscerla: più tamponi effettuati più casi potenzialmente scopribili. E così è stato.  Per far ciò sono aumentati dall'inizio dell'emergenza i laboratori in campo sia pubblici che privati. Sono saliti da 3 a 13 i laboratori di microbiologia che lavorano, 24 ore su 24, per analizzare i test specifici Covid-19. Ai tre laboratori di microbiologia e virologia delle tre aziende ospedaliero universitarie di Careggi, Pisa e Siena, in funzione dall’inizio di febbraio, negli ultimi giorni se ne sono aggiunti infatti altri 10: Ispro (Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica), i laboratori di Arezzo e Grosseto (Asl sud est), Livorno, Lucca e 2 a Massa (Asl nord ovest), Prato (Asl centro), Meyer, più un laboratorio privato. Questo ha notevolmente ampliato la capacità di effettuare tamponi su tutto il territorio regionale: siamo passati da una media di 114 tamponi giornalieri nella settimana 1-7 marzo, a 1.045 tamponi giornalieri nella settimana 15-21 marzo, a 1.968 tamponi giornalieri nella settimana 22-29 per arrivare a superare quota 4000 nel corso di questa settimana . Obiettivo arrivare a 5000 al giorno con particolare attenzione allo svolgimento di test specifici nelle Rsa.  

 

I POSITIVI E I MORTI 

"Dalla piattaforma dell'Istituto superiore di sanità dei casi positivi, alimentata dai dipartimenti di prevenzione delle tre Asl toscane, emerge che il 55% dei casi sono maschi con età media di 59 anni e solo il 14% ha meno di 40 anni confermando come i più giovani non vengano sostanzialmente toccati dal virus" ha detto l'assessore al diritto alla salute, Stefania Saccardi. Tra i casi positivi al Coronavirus, ha aggiunto Saccardi, "il 10% è risultato asintomatico, quasi il 30% ha condizioni cliniche lievi, il 33% severe e quasi 5% gravi. Un malato su 3 ha almeno una patologia cronica". Per quanto riguarda i deceduti, ha aggiunto Saccardi, "la letalità, il numero di deceduti sui positivi totali, è del 5,2% contro il 15,4% della Lombardia e il 11% dell'Emilia Romagna. L'incremento della mortalità invece, cioè i deceduti sulla popolazione residente, mostra un aumento meno repentino nel tempo: solo il Veneto registra dati migliori della Toscana tra le Regioni a forte circolazione del virus".  

I GUARITI

Ad oggi sono  5.499 i contagiati dall’inizio dell’emergenza. 84 sono finora le guarigioni virali (i cosiddetti "negativizzati", risultati negativi al test ripetuto per due volte a distanza di 24 ore), 216 le guarigioni cliniche (senza più sintomi ma non ancora negativizzati)   

LA MAPPA

All’interno della Toscana l’epidemia sembra circolare in modo differenziato nei territori: l’Asl Toscana nord ovest è senza dubbio la più colpita - 14 casi per 10.000 abitanti (soprattutto le province di Massa-Carrara e Lucca, rispettivamente con 25 e 17 casi per 10.000 abitanti), mentre l’Asl Toscana sud est e l’Asl Toscana centro hanno entrambi poco più di 9 casi per 10.000 abitanti. Perché?   L'area nord della Toscana è stata interessata tra fine febbraio e l'inizio di marzo dall'arrivo dei cosidetti 'vacanzieri', molti lombardi che hanno lasciato la zona rossa per andare a vivere nelle seconde case della Versilia e della costa apuana. Più 'coperte' la zona centrale della Toscana dove positivamente è emerso il caso Prato con un basso numero di contagi a fronte di una grande comunità cinese (che ha dimostrato di essere rigorosa e rispettosa della quarantena anche in anticipo rispetto alle disposizioni italiane) e la zona sud della regione.