Infermiera (foto di repertorio)
Infermiera (foto di repertorio)

Firenze, 10 aprile 2020 - E' subito dibattito dopo la proposta di Paolo Marcheschi, consigliere regionale di Fratelli d'Italia, di istituire una commissione d'inchiesta sulla gestione dell'emergenza Covid-19 nelle Residenze sanitarie assistenziali in Toscana. "E’ necessario indagare, valutare e capire se ci sono state delle responsabilità, la Commissione è finalizzata proprio a questo, per capire se è successo qualcosa. Se le ordinanze sono state efficaci, tempestive e se i responsabili delle singole Rsa le applicate in modo dovuto.

Perché operatori e infermieri sono rimasti per troppo tempo senza mascherine e guanti, e senza essere sottoposti a tamponi. Troppi ospiti si sono contagiati o sono morti.  La Commissione deve agire in tempi brevi e verificare se sono stati fatti controlli a tempo debito o si è intervenuti soltanto ad emergenza conclamata. Nell’Asl Toscana nord ovest, tra Versilia, Lucchesia e provincia di Massa Carrara, 211 ospiti positivi e 53 operatori. Nell’Asl Toscana centro, tra Firenze e Pistoia, 203 ospiti positivi e 53 operatori. Nell’Asl Toscana sud est, tra Grosseto, Siena, Arezzo, 148 positivi tra pazienti e operatori” evidenzia. 

La richiesta è stata presentata al presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani. "Nessun problema a mettere in piedi una commissione d'inchiesta, ormai per la prossima legislatura - sottolinea Giani - anche se vedo dietro la richiesta di Marcheschi una volontà molto politica. Ben venga la trasparenza comunque". E nello specifico Giani, anche candidato alle prossime regionali per il centrosinistra dice: "La mappa delle criticità delle Rsa in Toscana è a macchia di leopardo: ci sono situazioni pericolose e anche esempi virtuosi come la Pia casa Montedomini a Firenze. Ci sono state alcune Rsa, prevalentemente private, entrate in un cono d'ombra. I sindaci e la Regione hanno monitorato la situazione sul campo e lanciato l'allarme con interventi mirati".

Anche per Leonardo Marras, capogruppo Pd in consiglio regionale, l'emergenza nelle Rsa è stata affrontata tra tanti ostacoli: "La situazione evidentemente è stata molto difficile soprattutto in alcune Rsa. Il contagio lì dentro può essere una bomba per la concentrazione degli ospiti e la loro fragilità. Mi pare che le ordinanze di Rossi abbiano dato tutti gli strumenti per un’azione efficace. Il supporto del sistema pubblico diventa essenziale di fronte a questa emergenza che non possiamo pensare sia scaricata sui gestori. Per fortuna in molte Rsa hanno saputo chiudere e gestire bene questa prima fase. Purtroppo non è stato così ovunque e le conseguenze si sono viste". E sulla richiesta di Marcheschi?  "E' molto dinamico e attivo in questi giorni nel ricercare una sua visibilità  e uno spazio di iniziativa politica senza spesso trovarlo. Fra le tante cose che dice, ce ne sono alcune che meritano attenzione. Questa indubbiamente la merita. Noi siamo d’accordo a tutto ciò che può aumentare il livello di attenzione e di trasparenza. Quindi non abbiamo nessun motivo per opporci e ne discuteremo volentieri".  

Il governatore toscano Enrico Rossi taglia corto: "La Regione è intervenuta e stiamo intervenendo per problemi creati non da noi perché protocolli e circolari su cosa fare e come fare per proteggere anziani e operatori sanitari sono state indirizzate alle Rsa da inizio marzo. Chi le gestisce doveva attuare le raccomandazioni e le norme disposte". E "non ci sarebbero stati questi problemi e tragedie", si sottolinea alla task force della Regione. 

La Lega? Jacopo Alberti, consigliere regionale, aspetta la commissione d'inchiesta per l'inizio della prossima legislatura "per valutare come la sanità toscana ha operato sull' emergenza Covid-19, quali sono stati i punti critici, quali le carenze. Ma a emergenza sanitaria terminata". Intanto "facciamo lavorare la magistratura".  La Regione Toscana "si è mossa in estremo ritardo.  Stiamo lavorando in emergenza su tutto. Sicuramente se fossero state prese misure straordinarie per le Rsa fin da subito avremmo contenuto il numero dei contagiati e decessi".

All'attacco anche Stefano Mugnai, coordinatore regionale di Forza Italia e deputato, vice capogruppo alla Camera. "La commissione d'inchiesta? E' doverosa... Bucine, Montevarchi, quella a Prato e tante altre... Rossi ha da sempre una visione ospedale-centrica e anche in questo caso ha sottovalutato il territorio. Così facendo ha sottovalutato il rischio che le Rsa diventassero dei focolai. Io ho denunciato il pericolo  ad inizio dell'emergenza: sono davvero rattristato del fatto che i fatto mi abbiano dato ragione. A crisi conclusa però si dovranno capire le responsabilità".

Gli fa eco Maurizio Marchetti, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale: “E’ di tutta evidenza che il campione dei tamponi effettuati è ancora troppo piccolo, la Regione dopo l'annuncio di un'operazione massiva e a tappeto si è arenata come di consueto. Mancano reagenti? Mancano laboratori? Di qualunque cosa si tratti, evidentemente una carenza esiste. E siccome segue una importante sottovalutazione circa le Rsa, allora io mi sento di preoccuparmi”. E spiega: "Siamo stati io e l'onorevole Mugnai, a seguito del caso-Bucine che in Toscana sulle Rsa ha fatto un po’ da sentinella e poi di quello a Gallicano, a sollecitare attenzione specifica al microcosmo sociale delle case di riposo che rischiano di diventare una bomba sanitaria. Molte strutture non sono attrezzate per ricavare moduli Covid, e la separazione funzionale tra spazi Covid e no-Covid è spesso impossibile. Questo ha generato un mix esplosivo su cui è davvero il caso di accendere i riflettori delle responsabilità anche politiche sulla gestione del fenomeno contagi tra i nostri anziani fragili nelle Rsa e tra gli operatori che li seguono, anche, non dimentichiamoli.

Lo strumento adatto sarebbe quello di una commissione regionale di inchiesta, ma con l'approssimarsi della scadenza di legislatura mancano i tempi tecnici. Vedo che da parte delle procure inizia a manifestarsi interesse… diciamo che secondo me c’è materia di approfondimento, ecco”.

Tommaso Fattori, candidato presidente di 'Toscana a Sinistra' e consigliere regionale punta il dito sul 'sistema': "Le persone anziane sono state abbandonate al settore privato: la terza età rappresenta oggi un gigantesco giro d'affari, dove in molti casi i profitti di chi gestisce le Rsa prevalgono sul resto. A questo vizio originario si sono sommati ritardi inaccettabili da parte della Regione. Era prevedibile che le Rsa, come le residenze per disabili e tutti i luoghi in cui si trovano le persone più fragili, fossero ad alto rischio. Eppure sono passate settimane prima che venissero emanate le ordinanze sui test e sui Dpi per ospiti e operatori o sul trasferimento dei pazienti positivi in strutture sanitarie adeguate. Si è sottovalutato il problema e si è perso tempo prezioso che avrebbe potuto fare la differenza. Sebbene un centinaio di ospiti deceduti avessero avuto sintomi compatibili con il Covid 19, per un lungo periodo nelle Rsa non si sono effettuati i tamponi né agli ospiti, né agli operatori sanitari. Bisogna adesso evitare che la situazione degeneri ulteriormente e che si crei una situazione simile a quella della Lombardia. E occorre porre massima attenzione ad altri luoghi ad alto rischio, come le carceri e i centri di accoglienza per richiedenti asilo". E sulla commissione d'inchiesta: "Servirà soprattutto una commissione d'inchiesta nazionale sui ritardi e gli errori di queste settimane, a partire dalla Lombardia. Dovremo interrogarci su cosa significa aver privatizzato settori cruciali come quello delle Rsa e della terza età e persino ripensare, almeno in parte, l'autonomia delle 20 sistemi sanitari regionali. Ma adesso, più che l'inchiesta,  serve continuare a darci tutti da fare per uscire al meglio e il prima possibile dall’emergenza, superando errori e ritardi. E’ su questo obiettivo che dobbiamo concentrare le energie".