Ristoratori
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Firenze, 7 maggio 2021 -  «L’ennesima presa di giro". "No, è una bella notizia perchè almeno potremo lavorare a cena in serenità". Le categorie economiche si spaccano di fronte all’ipotesi di posticipare il coprifuoco alle 23.
«Sono profondamente amareggiato", non usa mezzi termini Aldo Cursano, presidente Confcommercio Firenze. "Così non si colpiscono i ragazzini, che fanno comunque quello che vogliono, ma le persone per bene, che alle 21,30 si fanno prendere dal panico perchè ancora attendono il secondo o semplicemente perchè non hanno lo scontrino in mano", scuote la testa Cursano, secondo cui "si continua a sacrificare le persone, che dopo 15 mesi di restrizioni avrebbero almeno il diritto di cenare in santa pace, ed a mortificare i lavoratori della ristorazione".
«Di fatto - punta il dito Cursano, - tutti gli interni dei locali sono stati messi fuorilegge. E questo nonostante i grossi investimenti in termini di sicurezza da parte degli imprenditori. Gli scienziati ci hanno spiegato che il tempo di permanenza rappresenta un fattore di rischio. Ci domandiamo dunque quale sia il problema di fronte ad un veloce caffè consumato al banco".


«Non possiamo proprio essere soddisfatti - attacca Cursano -. Avevamo chiesto al governo il coprifuoco dalle 24 e la riapertura degli interni da metà maggio. Ci concedono invece il coprifuoco alle 23…. Insomma, una presa di giro bella e buona. Che almeno dal primo di giugno si riesca ad arrivare a mezzanotte e che si possano riaprire le aree interne dei locali, certo coi rigidi protocolli di sicurezza condivisi anche con le regioni. Da quel momento dobbiamo mandare al mondo intero tutto un altro messaggio".
"Finché restano le regole attuali, nessun turista verrà da noi" riflette infatti il numero uno di Confcommercio secondo il quale non ci sono alternative per provare a rialzare la testa da una crisi senza precedenti: "Dal mese prossimo dobbiamo cambiare registro. Il Bel Paese deve tornare ad essere ospitale".
La pensa diversamente Santino Cannamela, presidente Confesercenti Firenze, che plaude all’ipotesi di allungare fino alle 23 l’ora x del ‘tutti a casa’.
"Siamo favorevoli a questa ipotesi. – dice – Del resto, gli operatori del commercio si sono dimostrati molto attenti nel seguire alla lettera i protocolli. Il coprifuoco alle 23 permetterebbe di servire la cena con maggiore serenità e tranquillità. Verrebbe insomma offerto un servizio migliore al cliente. Le persone vanno a cena fuori per regalarsi un piacere, non certo per fare le corse come oggi succede. Adesso vediamo clienti che, da una certa ora in poi, vanno in crisi per paura di sforare il coprifuoco. Ma noi siamo un paese mediterraneo, abituato a tirare tardi la sera".
«Spostare di un’ora in avanti il coprifuoco? L’ennesimo inutile palliativo". È netto Raffaele Madeo, vicepresidente Ristoratori Toscana e portavoce di Tni Italia – Tutela Nazionale Imprese. "Il fatto di poter lavorare fino alle 23 cambia poco - aggiunge -. Noi chiediamo semplicemente di tornare alla normalità, visto che nei locali le regole sono rispettate al 100 per cento".





"E comunque – aggiunge poi – questo non è certo l’unico problema. Non dimentichiamoci che dallo scorso gennaio non riceviamo alcun ristoro".
Assolutamente contrario, manco a dirlo, è il leader di ‘Io apro’, Momi El Hawi: "Noi combattiamo ogni giorno per l’abolizione del coprifuoco. Domani sera (stasera ndr) alle 21 saremo in piazza Santa Croce a manifestare insieme a ‘I giovani di Firenze’. Non scordiamoci che i ragazzi sono i grandi dimenticati della pandemia. Vogliamo che la gente riassapori la libertà. Per noi il coprifuoco alle 23 non cambia assolutamente niente".