Firenze, 2 dicembre 2019 - Una quarantina sono già stati “mappati”, ma si stima che molti altri abbiano lo stesso problema. Sono i comuni toscani che, in parte del proprio territorio, hanno problemi di segnale. Fare una telefonata con il cellulare qui è impossibile, con le inevitabili conseguenze a livello lavorativo e sociale. A fare il punto su questa situazione, l’assessore regionale alla presidenza e al rapporto con gli enti locali, Vittorio Bugli e il direttore di Anci Toscana Simone Gheri, insieme al sindaco di Fosdinovo (Ms) Camilla Bianchi e al vicesindaco di Badia Tedalda (Ar), Ivano Sensi.

«La Regione su questo tema non ha competenze – ha detto Bugli – trattandosi di un caso diverso dalla fibra ottica per la quale abbiamo potuto investire in prima persona nei territori dove il mercato non investe. Vogliamo però interessarci assieme ad Anci Toscana e spingere i gestori a farsene carico. Per questo chiederemo subito un incontro per domandare di intervenire in questi territori».

Un primo elenco di Comuni che hanno frazioni in cui il cellulare non prende ha provato a farlo Uncem nazionale, l’Unione dei comuni montani, anche se il disagio non riguarda solo la montagna. Sarebbero 1220 a livello nazionale i comuni con problemi di segnale in tutta Italia: trentasette in Toscana. Sommando le segnalazioni giunte nel tempo agli uffici della Regione, il numero sale a quarantadue. E si stima che l’elenco possa crescere ancora.

«La copertura per popolazione oggi arriva in Italia fino al 95 per cento di abitanti – ha spiegato il direttore di Anci Toscana, Simone Gheri - . Ma il 5 per cento che rimane fuori vive e si distribuisce nel 15 per cento del territorio nazionale: considerando che si tratta di telefonia mobile e che le persone si spostano, il dato non è irrilevante». «Già da tempo riceviamo segnalazioni e non notiamo miglioramenti – ha proseguito Bugli -. Non è possibile che nel 2019 in oltre un settimo dei comuni toscani, in tutto o in parte, non si possa telefonare con il cellulare. Servono piani concreti di investimento. Molti operatori già propongono il 5G, l'ultima frontiera della telefonia mobile che consente uno scambio di dati ancora più veloce, ma ci sono aree dove ancora non arriva il 4G».

A Fosdinovo in Lunigiana, borgo che d’estate raddoppia la propria popolazione, bandiera arancione, il 70 per cento del territorio è privo di segnale, come ha raccontato il sindaco Camilla Bianchi. Il vicesindaco di Badia Tedalda (Ar), Ivano Sensi, ha citato invece il caso della frazione di Ca’ Raffaello, con 359 abitanti completamente isolati.

I quarantadue comuni con aree senza segnale attraversano tutte e dieci le province, nessuna esclusa: Vernio (Prato); Suvereto (Livorno); Crespina Lorenza e Castelfranco di Sotto nel Pisano; Abbadia San Salvatore, Castelnuovo Berardenga, Monticiano, San Casciano dei Bagni, Sovicille, Trequanda per la provincia di Siena; Aulla, Comano, Fivizzano, Fosdinovo, Licciana Nardi, Podenzana, Villafranca in Lunigiana per Massa Carrara; Badia Tedalda, Castel Focognano, Loro Ciuffenna e Terranova Bracciolini in provincia di Arezzo; Bagni di Lucca, Camaiore, Careggine, Coreglia Antelminelli, Minucciano, Pescaglia, Stazzema in provincia di Lucca; Vaglia, Pontassieve, Marradi, Palazzuolo sul Senio, Pelago e Londa in provincia di Firenze; Sorano, Santa Fiora, Monte Argentario, Massa Marittima nel Grossetano; Pistoia, Massa e Cozzile, Pescia e Marliana nel Pistoiese.

Lisa Ciardi