Firenze, 22 giugno 2021 - Forze dell'ordine, unità cinofile, droni ed elicotteri setacciano la valle di Campanara, alla ricerca un bimbo scomparso, di poco meno di due anni. Nel comune di Palazzuolo sul Senio, in mezzo ai boschi del Mugello. Ricerche sono in corso da parte di vigili del fuoco e carabinieri, secondo il piano di ricerche predisposto dalla Prefettura.

La zona, dove vive una ristretta comunità di persone tra cui la famiglia del piccolo che ha denunciato la scomparsa, sarebbe raggiungibile solo attraverso una strada sterrata. Ma come nasce la comunità di Campanara?

“Nel 1984 un gruppo di otto persone, di ritorno da un viaggio in India, ottiene il permesso per insediarsi nella canonica annessa alla chiesa - si legge nel sito viverealtrimenti.com -. Questa, sconsacrata, viene affrescata con immagini di San Francesco, Buddha e figure del paganesimo celtico. In poco tempo, la valle attrae altre persone (qualcuno le definisce presto 'squatters rurali'), desiderose di un posto tranquillo dove riuscire a vivere, in semplicità, coltivando la terra ed allevando qualche animale. Gli stabili non mancano e sono in condizioni discrete ma quasi tutto il territorio, ad eccezione della canonica e di qualche altro casolare che vengono nel tempo acquistati, è di proprietà demaniale. Ciò nonostante la presenza italiana e mitteleurope incrementa e dopo una quindicina d’anni si sostanzia di circa quaranta persone. Nascono diverse piccole comuni indipendenti, in rapporto di mutuo appoggio e si utilizzano pannelli solari per produrre un minimo di energia elettrica.Si riescono faticosamente ad ottenere periodici contratti d’affitto, concessioni annuali e si ricorre alle occupazioni”.

“Da alcuni anni, tuttavia, la Regione Toscana ha messo in vendita gli immobili di cui è proprietaria ed oggi, nel territorio attorno alla chiesa sincretica e paganeggiante, è rimasto un unico nucleo familiare composto da sette adulti e dieci bambini - si legge ancora nel sito - che ha acquistato, nel 2015, una porzione di 4 ettari di terra adiacente alla loro casa, già acquistata dalla Curia agli inizi degli anni Ottanta. L’ipotesi di creare un ecovillaggio a Campanara, dunque, malgrado i presupposti ecologici non manchino (il posto è davvero bello ed incontaminato), è di là da venire”.

E che non sia una comunità lo conferma la signora Silvia, indicata dallo stesso sito on line come addetta alle relazione esterne. “Questa non è una comunità - esordisce la signora Silvia - Stanno emergendo cose non vere. Noi siamo in una casa e a due chilometri da qui c'è la famiglia in cui è scomparso il bambino. Io, che ora sto con i miei nipoti, sono angosciata come tutti per la sorte di questo bambino. Questa è una valle di 350 ettari, in cui ci sono nuclei familiari isolati”.

Conosce la famiglia in cui è scomparso il bambino? “Non intratteniamo rapporti ma siamo relativamente vicini. Io vivo qui con la mia famiglia, loro sono apicoltori e hanno due figli piccoli”. Lei da quando è a Campanara? E la famiglia del bambino? “Io sono qui dal 1984, loro non saprei con certezza, più o meno da sette anni”.