Machu Picchu
Machu Picchu

Firenze, 24 luglio 2021 – Centodieci anni fa Hiram Bingham III compì un viaggio in Perù destinato a diventare leggenda e a rimanere nella storia. L’archeologo ed esploratore americano riportò infatti alla luce una delle sette meraviglie del mondo moderno: il sito di Machu Picchu, la “città perduta degli Inca”.

 

Era la mattina del 24 luglio del 1911 quando il  professore di Storia Sudamericana alla Yale University  di New Haven nel Connecticut,  partì dal suo accampamento sull’Urubamba, un affluente del Rio delle Amazzoni, per esaminare alcuni ruderi su un crinale a qualche centinaio di metri sopra il fiume.  Ma giunto a destinazione, rimase senza parole: nella valle peruviana, precisamente a 2.430 metri di altitudine sul mare, dalla vegetazione spuntava una città inca rimasta celata al mondo per almeno 400 anni. Era una ‘riscoperta’ sensazionale, e sicuramente anche una delle più importanti scoperte archeologiche del secolo, che diede inizio alla fortuna turistica dell’area, inclusa nel 1983 tra i Patrimoni dell’umanità tutelati dall’Unesco.

Tutti i dettagli della sensazionale scoperta furono rivelati e pubblicati in un numero del National Geographic che uscì nel 1913. Storie che portarono alla fama internazionale lo stesso Bingham, che venne eletto governatore del Connecticut nel 1924  ed ebbe una carriera di successo in politica continuando a servire il Senato degli Stati Uniti per quasi un decennio. In realtà non si trattò di una scoperta vera e propria, quanto di una ‘riscoperta’. Ma anche se il luogo era già noto in precedenza, fu Bingham a comprendere l’importanza delle rovine e a intraprendere una serie di studi e scavi archeologici. La costruzione del sito di Machu Picchu iniziò intorno al 1450, per poi essere abbandonata 80 anni dopo. Gli spagnoli conquistarono il Perù nel 1532, con la capitolazione finale del Inca nel 1572, e Machu Picchu rimase una città fantasma, presto dimenticata dagli stessi sudditi dell’impero Inca.

L’affascinante racconto che il professor Bingham fece al suo ritorno, avvenuto un anno dopo, di questo sito e della civiltà Inca immersa nella foresta e nelle nuvole, affascinò il mondo intero. E diventò ‘virale’ anche se all’epoca ancora non esistevano ancora i social network. Gli Inca scelsero infatti questo luogo magico per cercare di essere più vicini possibile al sole, e la spettacolarità della città sovrastata dalla montagna e dal cielo, costituisce anche oggi un tempio perfetto di misticismo, mistero e spiritualità. In brevissimo tempo, il sito è diventato così una delle attrazioni turistiche più importanti del mondo, e il percorso scoperto da Bingham resta tutt’ora una delle strade più affascinanti. Anche se, certo, ai nostri giorni non è più un viaggio così insidioso come cento anni fa: i precipizi e la giungla vengono affrontati in treno, che collega Cuzco fino alla stazione di Machu Picchu. E non stupisce che, per molti, fu poroprio Hiram Bingham l’archeologo a cui George Lucas e Steven Spielberg si ispirarono per ideare il personaggio di Indiana Jones.

Nasce oggi

Vincenzo Salemme, nato a Bacoli, in provincia di Napoli, il 24 luglio 1957. Attore, commediografo, regista e sceneggiatore italiano, la cui formazione teatrale ha avuto la guida del Maestro Edoardo De Filippo. Il suo motto è: “Non si può amare per essere felici, ma bisogna essere felici per poter amare”.

Maurizio Costanzo