Benito Mussolini mentre pronuncia il discorso di Trieste
Benito Mussolini mentre pronuncia il discorso di Trieste

Firenze, 18 settembre 2021 - La scelta di Trieste per annunciare le vergognose leggi razziali, non era casuale ma altamente simbolica. Il primo atto antisemita mediatico del regime, sulla scia del consolidamento dell’alleanza con la Germania nazista, non poteva non avvenire nella città chiamata la Porta di Sion, realtà di confine in cui però la presenza ebraica era forte e radicata.


Quel 18 settembre 1938, Benito Mussolini aveva fatto allestire un grande palco con un’enorme scritta DUX: avrebbe annunciato le leggi razziali davanti a una folla oceanica e osannante. E infatti, le immagini dell’adunata di Triste e della piazza dell’Unità d’Italia, verranno diffuse dall’Istituto Luce come una ‘conquista’ del capo del Fascismo. In realtà quell’annuncio non coglieva affatto di sorpresa gli ebrei, che a luglio avevano visto apparire il ‘Manifesto della razza’ firmato da un gruppo di scienziati, e da almeno un anno erano bombardati da una crescente propaganda antisemita. La tappa triestina era la prima di un viaggio che Mussolini aveva intrapreso con grande clamore propagandistico nelle zone della prima guerra mondiale, viste in un’ottica fortemente nazionalista. In quel discorso si leggeva chiaramente la sua intenzione di legare l’adozione di una politica razziale allo sviluppo di una politica imperiale.


“L’ebraismo mondiale è stato, durante sedici anni, malgrado la nostra politica, un nemico irreconciliabile del Fascismo”. Con queste parole, il Duce preannunciava l’imminente promulgazione della legislazione antisemita, che avrebbe portato alla discriminazione delle persone di origine ebraica relegandole ad essere cittadini di rango inferiore, tagliandoli fuori da ogni appartenenza nazionale ed eliminandoli dalla vita pubblica. Il Regio decreto sui Provvedimenti per la difesa della razza italiana verrà alla luce appena due mesi dopo: il 17 novembre 1938. Da allora e fino al primo quinquennio degli anni quaranta, furono applicati nel nostro Paese - inizialmente dal regime e poi dalla Repubblica Sociale Italiana - tutta una serie di leggi, ordinanze e circolari, tendenti a legittimare una visione razzista della “questione ebraica”. I cosiddetti ‘decreti della vergogna’ furono firmati da Mussolini in quanto capo del governo, e promulgati dal re Vittorio Emanuele III. Era l’inizio di una lunga notte durata sette anni.


Nasce oggi


Marco Masini, nato il 18 settembre 1964 a Firenze. Cantautore e pianista, è uno degli artisti più apprezzati nel panorama musicale nazionale. Ha vinto la categoria ‘novità’ del Festival di Sanremo nel 1990 col brano ‘Disperato’ e il Festival di Sanremo del 2004 con ‘L’uomo volante’. La sua carriera è costellata di grandi successi e riconoscimenti. Ha detto: “A livello musicale ci sono cose che ho scritto che poi non hanno trovato un’identificazione, e ci può stare. A livello umano rifarei tutto ciò che ho fatto, anche gli errori, le cose sbagliate e le strade in salita. Tutto mi ha portato a quel che sono oggi”. 

Maurizio Costanzo