Dramma alluvione, scatta l’operazione-risarcimenti. Ecco come fare domanda

La guida e i consigli della Regione Toscana alle domande più frequenti dei cittadini. Prime risorse: fino a 5mila euro per le abitazioni e 20mila per le imprese colpite

Firenze, 27 novembre 2023 – Via libera alla raccolta delle domande per i rimborsi legati all’alluvione. È infatti attivo il portale della Regione Toscana per la ricognizione dei danni causati dagli allagamenti. Si accede al servizio online all’indirizzo servizi.toscana.it/formulari. All’indirizzo www.regione.toscana.it/alluvione2023 è invece disponibile il tutorial per capire come presentare la domanda (fino al 31 dicembre).

Ecco allora un po’ di risposte alle domande più ricorrenti:

A quanto ammontano i contributi?

Le prime risorse disponibili verranno così erogate: chi ha l’abitazione principale compromessa nella sua integrità funzionale può ricevere fino a 5mila euro. Per l’immediata ripresa delle attività produttive si possono erogare fino a 20mila euro. Ci sono poi i fondi per chi ha l’abitazione franata, allagata, danneggiata e temporaneamente non utilizzabile, o sgomberata: un contributo per l’autonoma sistemazione pari a 400 euro per i nuclei monofamiliari, 500 euro per due persone, 700 per tre e 800 per quattro.

Per l’immediato sostegno sono ammissibili spese effettuate in contanti?

Sì nei limiti ammessi per legge; la fattura o lo scontrino deve riportare il timbro «pagato».

Si può fare un unico file Pdf per tutti i documenti della rendicontazione?

Sì.

I beni mobili sono ammissibili solo se c’è danno anche all’immobile?

Sì.

Sono ammessi i rimborsi per auto e scooter privati? E quelli per tende da sole o tettoie portate via dal vento?

Nel modulo B1 aggiornato è possibile censire anche i beni mobili non ricompresi nel vecchio modulo B1. Anche le macchine e i motorini potranno essere censiti (beni mobili registrati). Per questa tipologia di beni aggiuntivi per ora non è previsto un ristoro, ma la loro quantificazione è essenziale per l’interlocuzione tra Regioni e governo nazionale.

La marca da bollo è necessaria sulle domande di contributo per danni da calamità?

No, la marca da bollo non è più dovuta ai sensi del decreto Legge 176 del 18/11/2022.

Gli enti di gestione delle case popolari possono fare domanda per abitazioni con affittuari?

No, se si tratta di enti pubblici. Se si tratta di enti di diritto privato, procederanno alla presentazione della domanda come seconda casa. Se la proprietà dell’abitazione è di una società con scopo di lucro si deve presentare domanda per le attività produttive.

Si può accettare come ricevuta lo screenshot del pagamento bancomat?

Lo screenshot può essere accettato se riporta tutti gli elementi che lo ricollegano alla fattura.

Cosa si intende con "unità strutturale"?

Un immobile delimitato da cielo a terra, da pareti verticali portanti e con copertura unica.

È previsto il rimborso del costo del bonifico?

No, non è previsto.

Per i beni mobili se il contributo viene calcolato in modo forfettario è necessario allegare i documenti di spesa?

Sì, è necessario allegare i documenti di spesa.

Chi sono i soggetti deputati al rilascio della dichiarazione di inagibilità/ordinanza di sgombero dell’immobile?

Per la dichiarazione d’inagibilità occorre rivolgersi agli uffici comunali competenti o ai vigili del fuoco. L’ordinanza invece compete al sindaco. La regolarità urbanistica / edilizia è oggetto di dichiarazione da parte del richiedente e anche da parte del tecnico in perizia.

Poiché il Comune procederà al controllo a campione delle domande e non delle perizie, quale delle due dichiarazioni è quella prevalente?

Per l’erogazione del contributo, il Comune dovrà controllare l’intera documentazione a corredo, di cui fa parte integrante la perizia. Vale la domanda a cui deve essere allegata la perizia.

Per accedere al sostegno dei 5mila euro è obbligatorio avere una dichiarazione di inagibilità/ordinanza di sgombero dell’immobile?

No.

Per rendicontare il «contributo immediato sostegno» si possono accettare fatture che non fanno riferimento ad alcun documento che riporti il pagamento?

Le fatture possono essere pagate in contanti e quindi non avere un documento che attesti il pagamento. In questo caso però dovranno riportare timbro e firma del venditore a quietanza dell’avvenuto pagamento in contanti. E’ sempre comunque preferibile il pagamento elettronico.