Roma, 8 marzo 2021 - Firenze, 8 marzo 2021 - Un piano triennale per la parità di genere. E' stato annunciato dalla ministra per le pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, nella giornata in cui si celebra la donna. Si tratta di “buone idee” che “dovranno essere messe a sistema e indirizzate verso obiettivi puntuali e misurabili”, ha spiegato nel corso della web conference che si è tenuta in streaming sul sito, sul canale YouTube e sulla pagina Facebook del Dipartimento delle pari opportunità.

“Il piano – ha sottolineato – vuole dare al Paese un percorso di concretezza. Ci daremo una tempistica, troveremo le risorse, individueremo degli indicatori che quantificheranno se gli obiettivi saranno raggiunti”. Per arrivare alla stesura del piano saranno istituiti dei tavoli tematici con associazioni, parti sociali, istituzioni, anche del territorio. Ci sarà, infine, un passaggio parlamentare. Solo così, ha ribadito la Bonetti, si costruirà un futuro insieme alle donne, superando l'attuale modello, oggi “obsoleto e sconfitto dalla storia”.

Primo passo verso la stesura del piano è stato proprio l'incontro online, intitolato “Verso una strategia nazionale sulla parità di genere”, moderato dalla direttrice de La Nazione, Agnese Pini, durante il quale sono stati affrontati tre temi fondamentali per lo sviluppo di un nuovo modello di società, ovvero lavoro, formazione e welfare. In apertura il videomessaggio (LEGGI QUI L'INTERVENTO) del presidente del Consiglio Mario Draghi, che, per la prima volta dal suo insediamento, ha parlato alle cittadine e ai cittadini italiani.

"A fronte dell'esempio di molte italiane eccezionali in tutti i campi, anche nella normalità familiare, abbiamo molto, moltissimo da fare per portare il livello e la qualità della parità di genere alle medie europee". “Oggi – ha aggiunto – per le vittime dei troppi femminicidi e anche come reazione prodotta dalla pandemia, sembra formarsi una nuova consapevolezza che trova un'opportunità straordinaria nel programma NextGeneration EU per diventare realtà nell'azione di governo, del mio governo. Tra i vari criteri che verranno usati per valutare i progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza ci sarà anche il loro contributo alla parità di genere”.

Ottime premesse per costruire un futuro dove uomini e donne saranno uguali nel mondo del lavoro, in famiglia, nella società. Si parte, però, da lontano. La condizione delle donne è peggiorata nella pandemia: è aumentato il carico di lavoro, domestico e professionale, in un contesto dove i numeri parlano di un gap che sembra incolmabile. Qualche dato. L’85% delle task force a livello internazionale è guidata da uomini, il 98% di chi ha perso il lavoro è donna. L’84% delle donne lavora in settori colpiti dal Covid. Nel 2010 l'obiettivo europeo era quello di raggiungere un tasso di occupazione femminile pari al 60%.

“Ma in Italia, nel 2021, siamo ancora al 48,5%, contro una media europea del 64,5%”, ha sottolineato nel corso del suo intervento Maria Edera Spadoni, vicepresidente della Camera. Non solo. “II Consiglio europeo – ha fatto presente Spadoni – ha richiamato l'Italia per la violazione della parità tra uomo e donna sul lavoro: gli uomini hanno guadagnato in media il 12,7 % in più delle donne e il numero delle neomamme che hanno presentato le dimissioni nel 2019 non riuscendo a conciliare lavoro e cura familiare è avvilente, con l'Istat dice che abbiamo 440mila lavoratrici in meno rispetto a dicembre del 2020. Su 100mila posti di lavoro persi, 99mila erano occupati da donne”.

Secondo il World Economic Forum ci vorranno 257 anni perché si raggiunga la parità di genere economica. L'anno scorso gli anni risultavano essere 212. “Non solo la cifra è spaventosa – ha sottolineato l'astrofisica Ersilia Vaudo – ma constatiamo un arretramento ulteriore nella condizione delle donne”. Dati sconfortanti, che impongono non solo una riflessione, ma azioni concrete nei servizi scolastici, nella sanità, nell'imprenditoria femminile. “Il piano triennale – ha commentato Paola Profeta, professoressa di Scienza delle Finanze all’Università Bocconi di Milano – sarà perciò fondamentale non solo per affrontare i problemi dovuti alla pandemia, ma anche le criticità che la società si porta dietro da anni”. Alla web conference sono intervenuti, tra gli altri, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini e la consigliera nazionale di parità Francesca Bagni Cipriani; nella seconda sessione, dedicata a 'Rappresentanza, partecipazione e leadership' sono intervenute Lella Golfo, prima firmataria della legge sulle quote rosa nella società quotate in Borsa, Paola Mascaro, presidente dell'associazione d'imprese Valore D e la direttrice centrale dell'Istat e Chair del W20 Linda Laura Sabbadini; nella terza sessione, intitolata 'Gender mainstreaming, cultura, comunicazione e media', si sono confrontate Cristiana Collu, direttrice generale della Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea di Roma, la critica letteraria e scrittrice Benedetta Craveri, Maurizia Iachino, dirigente d'azienda che ha fatto parte della task force di Vittorio Colao, e Simona Sala, direttrice di Rai Radio 1 e Gr Rai.

Monica Pieraccini

 

La scaletta degli interventi:

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