Una farmacia sospetta. Infermiere sotto accusa. Nascondeva in casa gli anabolizzanti

Dalle confezioni di Tachipirina alle fiale di nandrolone per il doping. Cinquantenne di Pistoia sospeso dal servizio ospedaliero per 6 mesi. Le ipotesi di reato: peculato e spaccio di sostanze stupefacenti.

Nel suo appartamento aveva una piccola farmacia casalinga. Medicinali di uso comune, come Tachipirina, Bentelan, Argotone. Ma le confezioni recavano l’indicazione della esclusiva distribuzione ospedaliera. Farmaci che avrebbero avuto anche una scadenza ravvicinata, prova che sarebbero stati sottratti negli anni. Ma c’è di più. Nella perquisizione, che risale a giugno, sono state trovate anche 24 fiale di medicinali a base di nandrolone (sostanza stupefacente rientrante nella tabella I del DPR 30990). Per questo per l’infermiere, 51 anni di Pistoia, in servizio all’ospedale San Jacopo, è scattata la misura cautelare interdittiva della sospensione dal servizio per sei mesi. L’ipotesi di reato è di peculato, per aver sottratto i farmaci dagli ospedali pistoiesi nei quali aveva lavorato (oltre a quello cittadino, anche in quello di Pescia), e di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

La perquisizione domiciliare ha visto impegnati i carabinieri dei Nas di Firenze insieme ai militari del comando provinciale di Pistoia: si tratta di una costola di in una più vasta attività di controlli avviati in varie regioni da parte dei carabinieri dei Nas in collaborazione con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli della Direzione Antifrode di Roma. Scopo dei controlli era quello di monitorare alcune spedizioni doganali di sostanze psicoattive o anabolizzanti. L’ipotesi del sostituto procuratore Leonardo De Gaudio, che ha diretto le indagini, è che l’infermiere pistoiese fosse stato destinatario di diversi plichi di queste sostanze, importate dall’estero.

Davanti al giudice per le indagini preliminari Luca Gaspari, l’infermiere, che è difeso dall’avvocato Saverio Sebastio, avrebbe ammesso di aver sottratto i farmaci dagli ospedali, scusandosi per questa condotta e dichiarandosi pentito. Ma della sostanza anabolizzante, ha spiegato che l’uso sarebbe stato esclusivamente personale. L’uomo infatti è un appassionato di fitness e la sostanza sarebbe servita per una cura di appena un mese per supportare le sue prestazioni da atleta e anche come terapia per lo stress post Covid.

Ferma la posizione del presidente dell’Ordine delle Professioni infermieristiche di Firenze e Pistoia, David Nucci, che ha spiegato che si tratta, se confermate, di condotte molto gravi per un infermiere.

"Abbiamo presentato in Procura una richiesta di accesso agli atti – spiega il presidente Nucci – Se le ipotesi accusatorie fossero confermate, per l’infermiere pistoiese scatterà la sospensione d’ufficio e, al termine dell’indagine penale, sarà aperto un procedimento disciplinare, che prevede sanzioni che vanno dalla sospensione dall’esercizio della professione fino alla radiazione dall’albo professionale".

Questo l’iter previsto dall’Ordine delle professioni infermieristiche, ma l’indagine, come abbiamo detto, è ancora in corso e pertanto l’indagato è ritenuto innocente fino all’eventuale sentenza definitiva.

"Non abbiamo alcun elemento per poterci esprimere nel merito in questo momento – ribadisce il presidente Nucci – ma se fossero confermate, queste condotte sarebbero da ritenersi molto gravi per un infermiere. E’ nostro interesse acquisire tutti gli elementi quanto prima possibile, per avviare anche noi le nostre verifiche. Ci affidiamo alla magistratura, per capire quanto può essere accaduto".